Ci siamo.  Proprio mentre state leggendo questo post, si accendono i riflettori di tutto il mondo su Milano. Una città che mi sta particolarmente a cuore.
Al via Expo 2015. L’esposizione Universale che fino al 31 ottobre darà il giusto rilievo a temi che riguardano l’alimentazione e la nutrizione. Per sei mesi i paesi partecipanti mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri.

Anche noi nel nostro angolo proferito parliamo di questo grande evento, ma sotto una luce diversa: l’amore ai tempi dell’Expo con “Love & The City”. Un libro scritto dalla giornalista Lidia Di Simone, edito da Mondadori.

La costruzione di un amore è simile a quella di un grattacielo: ogni passo, una vertigine… Il primo romanzo femminile ambientato nel mondo delle archistar.

Un romanzo ambientato tra Londra e Milano. Il design più illustre e l’architettura più alta sono cornici perfette di una storia tra amore ed eros.

Cara Lidia, la forza e la fragilità di noi donne sono rappresentate pienamente dalla protagonista del tuo libro. Come nasce l’idea di scrivere un romanzo capace di mixare amore, architettura e Expo?
Il libro nasce dalla mia passione per l’architettura. Quando ho iniziato a scrivere sapevo solo che i miei protagonisti sarebbero stati architetti, il resto è venuto un po’ alla volta. Mi piacciono i programmi che si vedono sulle reti tematiche, per esempio Focus, dove architetti come Charlie Luxton svelano i segreti che si celano dietro alla costruzione dei grattacieli. Poi adoro l’interior design, se non avessi fatto la giornalista di certo avrei provato a fare l’arredatrice. L’idea dell’Expo è arrivata dopo, quando ho capito che l’evento milanese sarebbe stato una rassegna della migliore architettura mondiale. Milano in questi mesi sarà “the place to be” come dice anche il New York Times: il gotha del design mondiale verrà rappresentato nei padiglioni dell’Expo 2015 . Insomma, era elettrizzante immaginare una di queste strutture immaginifiche e visionarie progettate dai protagonisti di Love & the city, la giovane designer alle prime armi Amanda Grant e l’archistar Alistair Wolf!

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Lidia Di Simone

Lidia è caporedattore per il magazine “Focus Storia” e per la rivista di storia militare “Wars”. Cita le fonti da vera cronista.

Tornando al libro, chi è Amanda?
Maddie, come la chiamano gli amici, è una ragazza coraggiosa e forte, ma al pari di tante donne dubita spesso di se stessa, si sente rosa da mille dubbi. Eppure non è sempre stata così. Noi la conosciamo in una fase difficile della sua vita, ma la realtà è che Amanda fin da ragazzina ha impiegato tutto il suo talento nel fare la cosa che le riesce meglio: correre. E’ una runner, una protagonista del mezzofondo inglese. Poi, uno dei tanti incidenti d’auto di cui ci parlano le news ogni giorno mette fine alla sua carriera più che promettente. Da stella dell’atletica candidata al podio olimpico, Maddie diventa protagonista della cronaca nera: un ginocchio stritolato, operazioni su operazioni, la carriera finita, la riabilitazione. 

Eppure Maddie – da brava architetta – ci insegna anche che cos’è la resilienza. La capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. Dopo il brutto incidente che l’ha costretta a rinunciare al suo sogno sportivo, la giovane e brillante Amanda si rialza, va avanti con determinazione e fa della sua vita comunque un successo.
Però, prima di arrivare alla seconda parte del libro, dove vedremo Maddie protagonista di un nuovo colpo di scena professionale, ne succederanno delle belle! La verità è che ogni certezza per lei è finita sotto le ruote di un Suv. Da astro in ascesa a niente! Si ritrova così nella necessità di reinventarsi un futuro, riprende gli studi, si laurea, trova lavoro in un prestigioso studio di architettura. Ma è chiaro che tutti i suoi punti di riferimento sono svaniti la notte dell’incidente. Mesi trascorsi tra sale operatorie e cliniche per la riabilitazione, tra antidolorifici e il terrore di restare invalida non sono passati invano. La vecchia Amanda era un’atleta capace di programmare ogni singolo attimo della sua corsa, perfettamente in grado di calibrare tempi ed energie, la nuova Maddie si muove un po’ a tentoni in un mondo che non conosce. Inizia il nuovo lavoro da ragazza di bottega facendo caffè e fotocopie. Poi succede qualcosa che le ribalta di nuovo la vita e lì, poverina, non ci capisce più niente. Anche perché si ritrova protagonista involontaria di eventi pazzeschi; non è un caso se il suo capo, Alistair Wolf, la chiama Mad (pazza in inglese)!

Love & The City, l'amore ai tempi di Expo 2015

Cover libro

La storia di Maddie ci ricorda che l’amore ha una potenza tutta sua, capace di farti allontanare dalla vita quotidiana. Ma anche l’eros destabilizza. Attrae ma spiazza.  Il tuo “Love & the City” sembrerebbe fare il verso alle Cinquanta Sfumature… Conferisce un’anima sexy e istintiva anche al mondo degli architetti, notoriamente razionali. Come mai questa scelta?
Ci voleva qualcosa di forte per movimentare un po’ il rigore delle costruzioni! Scherzo, ma è vero che ho cercato di usare nella narrazione e nella trama un andamento ritmico che inducesse nel lettore un po’ di vertigini. Qualcuno ha paragonato il romanzo alle montagne russe e… in effetti! Diciamo che ho voluto movimentare non poco la vita di una ragazza che ne aveva già passate tante. Amanda è una che macina chilometri, aggredisce la pista con determinazione, ma sempre soppesando ogni mossa al millimetro. La stessa architettura, d’altra parte, è fatta di progettazione minuziosa, di calcolo, dell’attenta valutazione di ogni minimo dettaglio. Sembra quindi lo sbocco naturale per lei. Ma il design è anche guizzo, creatività, fantasia. Certi edifici sfidano la gravità, il tempo, le leggi della fisica, bisogna essere visionari per immaginare come sarà la città del futuro. Ed ecco dunque che Amanda si trova a dover fare i conti con il genio e la sregolatezza del suo capo. Senza contare che, finalmente, nella sua vita interviene il lato umano: la ragazza era una che prima si controllava i battiti, la frequenza e il ritmo della corsa, adesso invece molla i freni. La vediamo cambiare: in principio sembra una ragazzina tanto secchiona quanto imbranata sessualmente, poi scopre che il corpo, tutto sommato, non serve solo a fare risultati sportivi! L’erotismo arriva come una scoperta nuova: to’, guarda, e chi se l’aspettava che potesse esserci questo oltre la ginnastica! E la chiave per scoprire certe sue reazioni ce l’ha in mano Wolf. Ma anche lui è un bel concentrato di contraddizioni: all’inizio sembra una specie di adone glaciale, un boss spietato, completamente focalizzato sui suoi progetti e disposto a “usare” Amanda come meglio gli conviene. Poi, all’improvviso compie azioni spiazzanti. E lei assiste a questi repentini cambiamenti del suo capo senza riuscire a darsi una spiegazione razionale. Insomma, tra Maddie e Wolf inizia un tira e molla che lascia senza fiato entrambi. E spero anche il lettore!

Perché ti sei ispirata ad Expo 2015?
L’evento del momento non era ancora finito in un romanzo, diciamo che mi sembrava una soluzione narrativa interessante. Ma in effetti la storia vive benissimo anche al di fuori dell’Esposizione Universale . L’azione inizia a Londra, si sposta a Shanghai e solo nel finale approda pienamente a Milano. E temporalmente si blocca all’anno prima dell’Expo. L’epilogo avviene in una magica notte di pioggia del maggio 2014, una serata che Milano ha realmente vissuto. Tutto quello che accade qui è preso dalla realtà: l’esposizione della Pietà Rondanini di Michelangelo all’ospedale spagnolo del Castello Sforzesco, gli eventi vip del Salone del Mobile e del FuoriSalone, con i grandi designer che invadono le sedi espositive della mia città, i nuovi quartieri, piazza Gae Aulenti, la torre Isozaki, il grattacielo della Regione, Brera e certe stradine del centro. E’ tutto vero: volevo rendere il dinamismo della città degli affari, ma anche la sua bellezza nascosta, la magia di certi cortili e la raffinatezza di alcune dimore borghesi, spero di esserci riuscita. Così come spero di aver reso vivida la descrizione dei quartieri che preferisco a Londra: ho voluto ambientare il romanzo in zone lontane dai circuiti turistici, quartieri dove vivono i londoners di ogni nazionalità: Brick Lane e l’East End, i mercati gourmet, Southbank e le passeggiate lungo il Tamigi, il set ideale per le corse di Maddie. E ovviamente lo Shard, il grattacielo dei record progettato dall’archistar italiana Renzo Piano. Lì i due protagonisti hanno un rendez-vous a dir poco  originale!

Expo 2015 on air. Che aria si respira in quel di Milano?
Guarda, Milano è cambiata tantissimo negli ultimi anni, si è data lustro, è migliorata, è più vitale e moderna, sembra una metropoli europea finalmente. E poi è sempre strapiena di gente che gira, visita, passeggia, alza lo sguardo verso le cime dei grattacieli e si meraviglia. I nuovi quartieri, poi, sono tutt’altro che freddi e distanti, anzi, sono diventati ulteriori centri di aggregazione. L’aspetto è moderno, ma il concetto è antico, anzi eterno: i progettisti di oggi a Milano hanno saputo replicare quella che era la grande invenzione dei nostri architetti rinascimentali, la piazza. E la gente ci vive, ci incontra gli amici, ci prende l’aperitivo, ci fa giocare i bambini. Insomma, un esperimento riuscito, come sono certa lo sarà l’Expo, che diventerà il vero evento dell’estate milanese. Il posto dove andare a cena e fare quattro passi con gli amici.

Sentiremo ancora parlare di Amanda?
Me lo auguro. Molte lettrici mi chiedono una seconda puntata. Ti dirò, io sono affezionata ai serial e mai dire mai. Vedremo cosa ne penserà la Mondadori.

Ci vediamo a Milano!!

Milano stazione