A volte è necessario uscire dalla propria comfort zone per capire, crescere e per conoscere aspetti della nostra società che spesso vediamo lontani da noi, e che potrebbero spaventarci. Quello che ci è ignoto spaventa sempre.
I libri – quelli giusti – servono a questo: a darci una svegliata con spunti di riflessione per crearci una nostra opinione in merito ad eventi o a storie più comuni di quanto possiamo immaginare.

“Ti amo in tutti i generi del mondo” è uno di quei libri giusti. Romanzo scritto molto bene da Giorgia Vezzoli  e edito da Giraldi Editore.

Giorgia, prima di parlare del libro iniziamo da te. Non sei nuova ad approfondire temi delicati come l’abbattimento degli stereotipi di genere, le discriminazioni e altro che possa essere lontano da ciò che per molti è “tradizione”.
Come ti sei avvicinata a questi argomenti?
“Ho iniziato a trattare il tema degli stereotipi di genere con un blog (Vita da streghe) nel quale affrontavo l’argomento soprattutto dal punto di vista dell’analisi dei modelli femminili e maschili proposti dalla società che potevano contribuire a creare una società non paritaria. Nella vita, infatti, mi occupo di comunicazione e quindi il mio interesse è partito proprio da quell’ambito per esempio analizzando e, spesso, denunciando il sessismo nella pubblicità, nei programmi tv e, in generale, nei media.”

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QUARTA DI COPERTINA
Quando Nina vede Sasha per la prima volta al villaggio, dove suo malgrado dovrà soggiornare per un mese, ha solo una certezza: che è una persona affascinante. Ma Sasha è un ragazzo o una ragazza? Il suo nome, infatti, è sia da maschio che da femmina. Inoltre Sasha non ha un’identità di genere definita e il suo abbigliamento non permette di elaborare particolari congetture sul proprio corpo. All’inevitabile domanda “ma tu sei un ragazzo o una ragazza?”, Sasha propone a Nina di poterle celare il proprio sesso per tutta la durata del suo soggiorno al villaggio. Nina accetta la sfida che, secondo Sasha, le permetterà di conoscerlo/a veramente, ma Sasha è terribilmente attraente e lei inizia a provare dei sentimenti per lui/lei… E se si innamorasse e poi scoprisse che Sasha è una femmina o non esattamente un maschio?
Il libro affronta con ironia e leggerezza il tema della diversità e del valore della persona al di là delle etichette sociali provando a rispondere alla domanda se sia possibile innamorarsi di qualcuno senza conoscerne né il genere né il sesso.
Giorgia, come nasce la storia di Nina che incontra Sasha?
“Questa storia nasce da una domanda: mi sono sempre chiesta da dove aveva origine il mio bisogno di sapere sempre con esattezza il sesso di una persona nel momento in cui iniziavo a conoscerla e perché il mio atteggiamento nei suoi confronti mutasse così tanto a seconda di questa caratteristica. Così ho voluto sperimentarmi in una situazione dove questa informazione sarebbe venuta a mancare. Un’altra fonte di ispirazione è stata per me un romanzo di Bianca Pitzorno per bambini/e: “Extraterrestre alla pari”.E’ la storia di Mo, piccolo/a extraterrestre ospite di una famiglia umana, la cui particolarità è il fatto che, sul suo pianeta, le persone non manifestano i caratteri sessuali se non ai 18 anni. Questa ambiguità rende palesi le (ingiustificate) differenze di comportamento e di educazione delle persone nei confronti di Mo a seconda che lo/a si consideri un maschio o una femmina. Ho pensato che sarebbe stato bello affrontare questo tema con personaggi adulti e che i tempi fossero maturi per non dover ricorrere al fantasy per farlo, con tutte le conseguenze che ciò avrebbe potuto comportare, prima fra tutte la possibilità di sperimentare una relazione d’amore fra i protagonisti.”
Dal libro emergono ricerca e difesa della propria identità personale (Sasha non  vuole che Nina indaghi sulla sua identità sessuale,  ma che si lasci andare nel conoscere realmente  lui? lei?, semplicemente per la persona che è), insieme ad un’ottima conoscenza del tema trattato. Non è una storia “improvvisata” come a voler parlare di stereotipi così, tanto per. La storia, le vite e le personalità dei protagonisti sono raccontati con un enorme rispetto.
Il libro è scritto bene. Scorre via in maniera piacevolmente intrigante. La vicenda è ben raccontata con un linguaggio oserei dire “da strada”, nel senso che arriva a tutti. E’ colto ma allo stesso tempo semplice e discreto. Mai banale. Si evince che sia nell’autrice sia nella protagonista alberghi intelligenza.

Personalmente, apprezzo molto la brevità dei capitoli: ritengo che dia  ritmo al racconto e che contribuisca alla scorrevolezza della lettura.
C’ho preso?
“Beh, wow, la descrizione che hai fatto del mio libro è bellissima. Credo che tu abbia colto il senso di questa storia e il mio intento nel proporla. Volevo affrontare un tema difficile e delicato in maniera leggera, pop e molto ironica cercando di superare gli stereotipi legati al genere in modo molto semplice, naturale, ma soprattutto coinvolgente. Alla fine, credo che siano più le nostre sovrastrutture mentali, le nostre abitudini e i nostri preconcetti a complicarci la vita e a farci sembrare “strano” o “diverso” qualcosa che in realtà è molto più semplice di ciò che pensiamo. E penso che il modo migliore per avvicinare a un tema che a volte “fa paura” sia proprio quello di farlo attraverso il punto di vista di chi lo vive in prima persona raccontando la sua storia e le sue emozioni.”

Un libro che forse non vuole dare messaggi, ma insieme a Nina porta il lettore a porsi delle domande e a ricercare delle risposte. E’ un percorso amorevole per chi vive una identità che per il resto della società può essere intesa come diversa, ed è estremamente educativo per chi invece cerca di capire situazioni di vita a lui o lei lontane. Nina trova le risposte che cerca? Sasha, cosa vede in Nina?
“Mi piace tantissimo la definizione di “percorso amorevole” (e anche un po’ educativo), penso che sia una bella sintesi di questo libro.
Nina trova molte delle risposte che cerca ma soprattutto trova domande che non si era mai posta e che le permetteranno di crescere.
Quello che Sasha vede in Nina credo sia una persona molto originale, eccentrica e senza filtri. Una persona autentica dotata di un’intelligenza non comune e di una particolare sensibilità. E’ inoltre intrigato/a dal suo aspetto di fatina dei boschi. Un po’ punk ma comunque con un certo alone “magico”.

Mi ha incuriosito anche la scelta di ambientare il romanzo in un  Villaggio come “Armonia e natura”. Perché proprio un luogo ameno, immerso nei boschi, lontano dal caos della civiltà e dalla tecnologia?
“Perché questo è un mondo che mi affascina e che in parte conosco, soprattutto è un contesto originale che mi ha permesso di rendere attuale la storia, liberandola al contempo da un uso troppo invasivo della tecnologia. Scrivere senza dover tener conto nella narrazione, ogni tre per due, del cellulare (pur parlando di persone molto giovani) è stato piuttosto liberatorio!”

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A chi ancora non avesse letto “Ti amo in tutti i generi del mondo” cosa consigli?
“Consiglio di pensare dieci volte prima di emettere qualsiasi giudizio su qualcuno o qualcosa che consideriamo “diversa”. E naturalmente gli/le auguro di trovare sul proprio cammino libri che lo/a divertano molto, magari facendolo/a anche crescere un po’!”

Ti amo in tutti i generi del mondo. Un libro amorevole e educativo