Vi è mai capitato di trovarvi in situazioni piuttosto spiacevoli che hanno messo a dura prova la vostra pazienza?
A chi non è successo.. in famiglia, in ufficio, durante una cena tra amici. Quando si fa parte di una società occorre mantenere un clima di civile convivenza tra i presenti. Cosa è che fa scattare il “forastico”? Spesso è la mancanza di rispetto specialmente nella comunicazione, una delle questioni più ostiche e più fastidiose da affrontare.
Quando si sta in gruppo e si chiacchiera, non è per niente gratificante cercare di far valere una propria opinione in merito al tema della conversazione e non essere presi per nulla in considerazione dall’interlocutore, neanche per un pacifico scambio di idee. Peggio quando lo stesso interlocutore ti interrompe mettendo la sua opinione al centro del dibattito, vendendola come il Verbo per eccellenza e trattando la tua come se fosse una delle più cretine delle stupidaggini.
In famiglia, magari in compagnia dei parenti più “lontani” , nel senso affettivo del termine oppure a cena con amici, che nervi non riuscire a prendere la parola o non poter contribuire alla chiacchierata. Non dico di imporre le proprie ragioni con un monologo con testimoni, ma di comunicare con gli altri in reciprocità: io parlo, tu parli, io ti chiedo, tu mi rispondi, tu mi chiedi e io ti rispondo. Dovrebbe esserci questo alla base della nobile arte della conversazione. O no?

Sugli altri non ci possiamo fare molto, su noi stessi invece possiamo lavorarci. Come farsi rispettare?
Seguiamo alcuni consigli semplici e del tutto naturali che potrebbero tornarci utili, scovati su un magazine online femminile “Pour Femme“, per l’appunto:

Il primo consiglio suggerisce di sedere in maniera comoda. “La sedia o la poltrona che stiamo occupando deve essere usata in tutta la sua larghezza. Non sediamo nell’angolo. Piuttosto sfruttiamo i braccioli, se ci sono, e adagiamoci comodamente contro lo schienale senza incurvare la schiena. Postura autorevole e piena di sicurezza.

Una volta sedute, è casa buona e giusta non accavallare le gambe. Sebbene possa risultare comodo, non è il gesto più indicato per ottenere rispetto. Persino il galateo lo vieta di fronte a regine e/o capi di stato.  Ricordiamocelo quando ci capiterà un incontro del genere!! Meglio piantare saldamente i piedi per terra e rilassare sia le braccia che la schiena.
E se la nostra chiacchierata fosse in piedi?

Evitiamo con cura i gesti nervosi come  scatti repentini delle mani o della testa. Sono dei veri e propri radar: rivelano il nostro nervosismo.

No ai sorrisi forzati, ai piedi che dondolano, alle dita che giocano con un anello. Denotano, infatti, uno stato di ansia e ha l’effetto di trasmettere lo stesso stato d’animo.

Questo punto è importante, anzi direi vitale: non dimenticate di respirare! Fatelo con naturalezza per infondere un senso di grande tranquillità. Respirare bene e senza affanno ci garantirà anche un aspetto dignitoso facendoci evitare anche l’imbarazzo dell’arrossamento delle guance.

Mantenere uno sguardo fisso sull’interlocutore, senza però esagerare. Se evitate il suo sguardo può essere interpretato come timore o vergogna, ma allo stesso tempo continuare a fissarlo senza tregua può essere considerato una sfida. Dosare bene il potere dei vostri occhi, senza essere sdolcinati.  Uno sguardo dolce è perfetto con il vostro lui o la vostra lei. Non va affatto bene sul posto di lavoro o ad una cena tra parenti o con amiciperché trasmette un messaggio di scarsa autorevolezza.

L’ascolto prima di tutto. Secondo me è proprio qui il nocciolo del problema dell’insuccesso di una conversazione.
Prima di rispondere, impariamo ad ascoltare. Facciamo mantenendo un’espressione tranquilla, non stiamo lì con una faccia da ebete e il sorriso di circostanza , ma neanche con falso interesse annuendo continuamente. Sarebbe bene interessarsi sinceramente delle altre persone

Non abbiate paura di dire cosa non piace. Quando c’è qualcosa che vi infastidisce, trovate il modo giusto e ditelo! La maggior parte delle situazioni in cui si avverte una mancanza di rispetto, nasce da un’incomprensione! Spiegate le vostre ragioni, fate qualcosa ma ditelo!

Non prendetela sul personale. Novantanove volte su cento la gente non accetta critiche sul proprio modo di comportarsi, ma le critiche o le osservazioni non sono da prendere sul personale. Cercate di non farvi coinvolgere dallo stato d’animo poco tranquillo del vostro interlocutore.”Siamo tanto smaniosi di approvazione quanto timorosi di essere criticati“. Lo affermava anni e anni orsono lo psicologo Hans Selye. Vale ancora oggi.

Un ultimo suggerimento, questo lo aggiungo io dopo aver fatto una scorpacciata di libri scritti da Dale Carnegie sul “pensiero positivo”: se volete spiazzare colui o colei che conversa con voi, ricordatevi che per una persona il suo nome è il suono più importante e più dolce in qualsivoglia lingua.