Da qualche mese a questa parte mi sono fatta prendere dall’entusiasmo dei vari tutor che si danno un sacco da fare (con competenza, devo dire) su Rai Due, tutti i pomeriggi nel programma “Detto Fatto”. Naturalmente quando il lavoro me lo permette.
Oltre ai soliti chef che ti cucinano le specialità tipiche del periodo, ci sono parecchi “tutorial” in cui c’è chi ti insegna a fare lavoretti di home decor, chi di bricolage e tante altre chicche per una quotidianità domestica piuttosto green. Per la serie, massima resa e poca spesa!
Non solo in tv ma anche sul web, sulle riviste e in radio si fa un gran palare di tutorial.  Molto seguiti sono quelli che si occupano di organizzazione del tempo e dello spazio, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui il caldo è finalmente arrivato e siamo tutti alle prese con il cambio di stagione.
Ci vorrebbe una bacchetta magica per mettere in ordine i vestiti nell’armadio. Avete provato a cercare su youtube tutorial su questo tema? Sono in tanti ad improvvisarsi specialisti dell’organizzazione, ma pochi – davvero pochi – quelli che sanno davvero farne una professione.

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Leggendo e sbirciando tra i miei magazine preferiti ho scoperto Emma e Paola.
Dal 2013 sono Professional Organizer professioniste. Queste due intraprendenti giovani donne sono in grado di semplificare la nostra vita.

Emma e Paola hanno creato la società MPO, Milan Personal Organizer. Sono le uniche professioniste in questo campo a Milano, tra le prime in Italia.
Conosciamole meglio e cerchiamo di capire in che cosa consiste il loro lavoro.

Prima di tutto vi rigiro la domanda che richiede il test nel vostro sito internet (www.mporganizers.com): siete persone organizzate? Immagino di si, come avete scoperto che la vostra capacità di mettere tutto al posto giusto e a tempo debito, poteva essere utile agli altri?
“Si, fondamentalmente siamo persone organizzate. Abbiamo però migliorato le nostre capacità leggendo molti libri che parlano di organizzazione, per poi sperimentare e adattare le varie tecniche e metodi a noi stesse. Parlando con i nostri amici e familiari abbiamo capito che essere organizzati non è da tutti e che quindi potevamo aiutare altre persone trasferendo loro le nostre capacità.”

Come nasce MPO?
“Paola ha scoperto la professione dei Professional Organizer leggendo vari libri di organizzazione e ha pensato che potesse essere il suo lavoro ideale. Parlando dei Professional Organizers (P.O.) con Emma durante una festa è sorta l’idea di cimentarci in questa nuova professione e poco dopo è nata MPO Milan Personal Organizers.”

Tutti possiamo diventare “persone ben organizzate” oppure no? Se no, perché secondo voi non è da tutti sapersi organizzare?
“Tutti possiamo diventare organizzati basta trovare i metodi organizzativi che meglio si adeguano alle nostre esigenze e alla nostra personalità. Si può fare da soli oppure, se il compito dovesse essere difficile per una qualsiasi ragione, ci si può rivolgere a un Professional Organizer che oltre ad aiutarvi vi trasferirà le tecniche organizzative che potrete poi applicare da soli.”

Qualche consiglio pratico per non cadere in “depressione” da caos?
“Organizzare e mantenere organizzato un piccolo spazio come ad esempio un cassetto o la propria borsa personale o di lavoro: anche un solo piccolo spazio ben organizzato e che funziona eviterà di farci cadere in depressione. Certo non bisogna fermarsi lì, lo step successivo potrebbe essere fare delle mini-sessioni organizzative da 10 o 15 minuti massimo, ad esempio mettere a posto le cose in giro per casa, oppure focalizzarsi sul riordino di una stanza. All’inizio i compiti devono essere piccoli e si deve vedere subito il risultato, in modo da essere gratificati e avere la carica per intraprendere organizzazioni più impegnative.”

Ecco qualche esempio della bravura di Paola e Emma. Queste foto sono state scattate a lavori  eseguiti direttamente da loro, non sono foto “da rivista” ma reali.

Un archivio in disordine prima del loro intervento:

archivio prima

Archivio “prima”

archivio dopo

Archivio “dopo”


Credete in quello che molti definiscono “caos creativo”, l’altra faccia del disordine?
“Ci sono persone che, più che in un caos creativo, vivono in un “caos organizzato” ovvero trovano tutto quando serve; quindi non si tratta propriamente di caos anche se apparentemente può sembrarlo. E’ molto difficile comunque essere creativi in situazioni caotiche: la creatività, infatti, richiede  calma e spazio vuoto dove possano liberamente fluire le idee. Calma e spazio vuoto devono essere nella nostra mente. Lo spazio fisico che viviamo è comunque espressione della nostra mente. Per questo motivo organizzare lo spazio intorno a noi dona calma, serenità, aiuta a focalizzare le cose importanti.”

In un certo senso, voi siete state pioniere dell’avvento, anche in Italia, di una nuova professione: il o la Professional Organizer.  Quali requisiti bisogna avere per diventare delle organizzatrici del tempo e della vita degli altri, brave come voi?
“Abbiamo iniziato quest’avventura nel 2012 quando la figura del Professional Organizer era quasi sconosciuta in Italia. Oltre ad avere metodi e conoscenze bisogna avere empatia, sospensione del giudizio, voglia di aiutare gli altri, capacità d’insegnamento e flessibilità.”

Che cos’è per voi il fattore “tempo”? Il sapersi organizzare è direttamente proporzionale ad una corretta gestione del nostro tempo?
“Senza gestione del tempo non si può gestire lo spazio e viceversa, perché  sono strettamente correlati. Migliorando l’uno anche l’altro generalmente migliora. Ci sono comunque tecniche e metodi specifici per lo spazio e per il tempo.”

E’ in crescita esponenziale il fenomeno internazionale  de “Il magico potere del riordino” , il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita ideato da Marie Kondo. Cosa ne pensate?
“Il metodo ideato da Marie Kondo dà molti spunti ma per gli europei che hanno case, costumi e mediamente molte più cose rispetto ai giapponesi, il metodo va riadattato alla nostra mentalità. È molto interessante perché tutta la letteratura sull’organizzazione è statunitense e Marie Kondo dà una prospettiva diversa. Bisognerebbe creare un metodo più europeo che fondi il pensiero statunitense e quello giapponese adattandoli alla nostra realtà. Potrebbe essere la prossima nostra sfida ;-)”

In bocca al lupo e buona organizzazione a MPO.

MPOlogo