Foto Bea Buozzi

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Mi incuriosiva, non solo perché scrive per Cosmopolitan – ormai avrete ben capito che questo mensile mi piace! –  ma mi incuriosiva piuttosto per la sua capacità di raccontare,  con ironia e conoscenza, come si affrontano l’amore, il lavoro, le amicizie, insomma come si vive la vita indossando scarpe meravigliose e altissime.
Non a caso, oltre che autrice di tre libri editi da Mondadori, è anche la fondatrice del Club dei tacchi a spillo.
Visto che, dopo un piccolo incidente alla caviglia destra, sono da poco risalita sui tacchi – e vi dirò che è davvero tutta un’altra cosa –  ho pensato bene di scambiare due chiacchiere con lei, Bea Buozzi, anche perché i suoi tre libri sono imperdibili come letture estive. Da portare con sé in borsa – magari uno alla volta o tutti insieme, perché no, le borse di noi donne sanno stupire ogni volta –  in spiaggia sotto l’ombrellone o in viaggio. Leggendoli ci conosceremo meglio e capiremo che da sopra un tacco, la vita si affronta da una prospettiva diversa.

“I graffi sotto le suole raccontano molte più cose dei fondi di caffè in una tazzina!” Questa frase – ormai diventata una sua cit. – dice molto di lei.
Ma Bea Buozzi è?
 “Una nessuna e centomila. Scrittrice, giornalista, collezionista compulsiva di scarpe a cinque stelle, pasionaria del tacco dal 12 in su e, quando serve, casalinga disperata. Intrattengo una relazione coordinata e continuativa con il Folletto: l’aspirapolvere perfetto.“

“Matta per Manolo “Tutte Choo per terra” La vita è una Loubou meravigliosa”.

Tre romanzi, tre storie, un unico comune denominatore (oltre alla casa editrice Mondadori): la passione per le scarpe.
Cara Bea, come nasce l’idea di questo brillante e vincente Trilogy che , come mi piace dire, fa più gola di un gioiello?!
“In un passaggio di #MattaperManolo, il primo romanzo della trilogia, Ivanna, “dea del tacco e donna con quel quid in più” come lei stessa ama definirsi, distingue tra due macro categorie femminili: le affiliate delle borse, ovvero le donne che, da buone marsupiali, portano tutto appresso, dal rossetto alla torcia tascabile e sono caratterizzate da tratti di indipendenza e autonomia. E le fidelizzate alle scarpe, spesso e volentieri strumenti di tortura con cui traballano e inciampano. Le seconde, all’interno di cui mi annovero io, sono sbadate e necessitano di un cavaliere a cui ancorarsi negli inciampi della vita.“

Quanto c’è di te nelle tre protagoniste, oltre alla passione per i tacchi?
“Sarei ipocrita se affermassi che non c’è qualcosa di me in loro. Tra le pagine si incontra il mio smodato amore per gli animali, trasversale nella trilogia, che esplode con Maciste e Bobby Marley, due cani meticci, nel terzo episodio (La vita è una Loubou meravigliosa – ndr). Ci sono le amiche, la task-force che aiuta e solleva. Ci sono gli amori impossibili per gli imprendibili come certe scarpe dalle suole rosse. Ci sono i principi azzurri “diversamente etero” che costellano i miei giorni e sono i consiglieri ideali. Purtroppo nella mia vita non c’è un’ Ivanna (Matta per Manolo -ndr) che mi suggerisca gli abbinamenti tra scarpa e abito!“

Che rapporto hai con la moda, al di là delle scarpe griffate?
“Conflittuale. Perché, date le mie dimensioni lillipuzziane, molti abbinamenti mi sono preclusi. Però la amo e la seguo, per quel che posso.”

Cosa consigli alle donne che preferiscono le ballerine alle scarpe con il tacco?
“Credo che la priorità di ogni donna sia quella di sentirsi a proprio agio. Quindi, se una si sente perfetta con le ballerine, chi sono io per dire il contrario? :)”

Indossare un tacco 12 è una questione di allenamento ma anche di tecnica e confidenza con il proprio corpo. Il tacco alto, tra l’altro, ti conferisce una certa autorevolezza e nel mio caso ti fa sentire (non apparire) più alta!
Il tacco 12, secondo te, è uno stile di vita o una voglia di “esserci”?
“Credo entrambe le cose: si tratta di una filosofia di vita ma anche una voglia di essere sempre più in alto, come diceva Mike. “

Da giornalista esperta quale sei, curatrice tra l’altro di una seguitissima rubrica su Cosmopolitan “Beati e Appagati”, cosa ti chiederesti che non ti hanno (o abbiamo) già chiesto?
“Le dieci scarpe per conquistare un principe azzurro (questa volta non diversamente etero, eh 😉 “

A proposito di “Beati e Appagati”, un suggerimento, tra i tanti che dai su Cosmo, che tu ritieni essere il vero segreto del successo di una coppia?
“La sincerità: meglio una verità scomoda che una collezione di bugie.”

La presentazione dei libri ti sta portando in giro per l’Italia. Il nostro Belpaese è lo stivale con il tacco, geograficamente parlando, ma può essere una nazione da tacco 12? Al femminile e con autorevolezza nei movimenti?
“Le italiane sono tra le donne più curate al mondo, per cui di fatto si tratta già di una nazione che possiede un grande gusto. “

Prossimi progetti?
“Sono già tornata a scrivere: i condomini di palazzo Ranieri non mi vogliono lasciare tranquilla. “

Tutte pazze per #ilclubdeitacchiaspillo!!