Il libro Io sono il Nordest mi è stato spedito dalla collega e “amica di penna social” Micaela Scapin.
L’ho letto. C’ho messo un po’, devo dire ma per una serie di mie vicissitudini. E’ davvero un libro molto bello, nel senso più semplice e autentico del termine Intanto perché è fatto da donne, e si sa, al di là di questioni di genere e lungi da qualsiasi spirito femminista, abbiamo una marcia in più.
E’ un dato di fatto.
E poi perché, grazie ai racconti, vieni catapultato nella parte più intima di un territorio – il Nordest – e ci entri dentro come se fossi “del posto”, anche se magari quei luoghi non li hai mai visti e quella parte d’Italia non la consoci affatto. Ma impari a farlo leggendo “Io sono il Nordest”, e sei accompagnato per mano dal cuore di chi realmente ha qualcosa da raccontare. Le autrici, le loro parole e i loro sentimenti sono ciceroni  d’eccezione,  e per noi lettori è un vero privilegio. Non svelerò mai qual è il racconto che mi è piaciuto di più, anche se la curatrice Francesca Visentin  mi ha anche concesso il permesso. Posso solo dare una mia valutazione del tutto personale, da lettrice – affermando che ci sono racconti che ti entrano proprio dentro, nelle corde più emozionali. Ce ne sono anche altri però (pochi in realtà), un po’ meno accattivanti. Nel suo complesso il libro è davvero meritevole.

Iosonoilnordest

Ecco alcune curiosità, tolte dalla stessa curatrice Francesca Visentin.

Raccontare un territorio socialmente ed economicamente importante, come è  il Nordest ,credo che sia davvero impegnativo. Oltre la fatto di essere geograficamente ampio, ha un peso specifico rilevante. Perché hai scelto di affidarti all’esperienza personale e autorale di ben diciotto scrittrici, tra le più autorevoli del Nordest?
 Il Nordest in questo caso è un territorio reale, ma anche una metafora della crisi economica e sociale di questo periodo storico. E’ il simbolo del lavoro che diventa identità della persona. E della perdita del lavoro che può portare all’annientamento. Ma proprio in una terra così condizionata dal “fare” e dagli “schèi”, chi sa rimboccarsi le maniche, andare oltre, resistere e rinascere sono, ancora una volta, le donne.  Le scrittrici hanno scelto liberamente il tema del loro racconto, senza consultarsi l’una con l’altra, eppure il risultato è stato comunque un sottile filo in cui ogni storia diventa complementare all’altra

I temi sono diversi e tutti molto profondi.  Talento, dolore, amore, impegno, resistenza e resilienza nonostante discriminazioni e prevaricazioni.  É toccando le corde più intime di ognuno di noi che i racconti rimangono più addosso?
Amore, violenza, lavoro, potere, relazioni sono i temi portanti dei racconti. Fotografano (anche con ironia) una realtà brutale, in cui la parità non esiste, sia nel mondo del lavoro che nelle relazioni. Rappresentano la vita quotidiana e fanno riflettere sulle storie in cui ognuno di noi è immerso ogni giorno, sbattono in faccia una quotidianità femminile fatta di fatica, battaglie, resilienza. Che non possiamo ignorare.

C’è un fil rouge che lega ogni autrice e ogni racconto: il  talento, oltre all’amore e alla conoscenza della propria realtà.  Ma anche la propria esperienza di vita. Perché questa scelta?
Le scrittrici sono tutte donne di talento, alcune veri pilastri della narrativa italiana con milioni di copie vendute, ma sono soprattutto persone con una storia di vita complessa, affrontata sempre con grande forza, profondità, senza perdere mai il sorriso. Questo aumenta la potenza dei racconti, li rende palpitanti, crea empatia, comunica passione.

Come si è svolto il procedimento di coinvolgere le autrici nel libro. Hanno accettato tutte da subito oppure hai dovuto faticare per convincerle?
Ognuna delle autrici contattate ha accettato subito con piacere di fare parte di questo progetto. E si è formata una bella squadra, pur nelle differenze che inevitabilmente ci sono.

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Presentazione libro a Padova

Ad oggi quel è la più grande soddisfazione che vi ha regalato il libro?
Il risultato più importante finora ottenuto dal libro è stato l’incontro con i lettori. Il libro è piaciuto proprio nel suo complesso, ha creato immedesimazione. E nelle presentazioni è stato un obiettivo importante riuscire a confrontarsi sui temi portanti dei racconti, lasciare qualche traccia su cui riflettere per avviare un cambiamento culturale che annulli discriminazioni e porti, in futuro, a una vera parità. Poi naturalmente siamo tutte contente di sostenere attraverso questo libro il Centro Veneto Progetti Donna e iniziative di aiuto per le donne vittime di violenza

Un’antologia al femminile che – grazie a te e ad Apogeo Editore, rimarrà negli annali storici non solo del Nordest ma dell’Italia intera. Sei o siete consapevoli di aver lasciato alle generazioni future, un documento fondamentale della storia della vostra terra?
Il libro è merito di tutti coloro che ci hanno lavorato, dall’editore, all’art director, alle scrittrici, della squadra al completo, non certo di una sola persona. Non era mai accaduto prima che un volume raccogliesse le  storie delle voci narranti più significative del Nordest. E’ stato un modo per rendere visibili e protagoniste le scrittrici. Anche questo è un risultato raggiunto.

Qual è il messaggio corale del libro?
Il messaggio corale di Io Sono il Nordest è riassunto in tutte le risposte precedenti: dare voce e visibilità alle donne, per arrivare, anche se a piccoli passi, a un futuro migliore, di conciliazione e intercambiabilità dei ruoli. E di valorizzazione, sia nel lavoro che nella società, della persona e non in base al genere di appartenenza. Un futuro in cui gli stipendi di uomini e donne siano uguali (ancora oggi le donne in qualsiasi ambiente di lavoro sono pagate molto meno), un futuro in cui nelle “stanze del potere” la percentuale di uomini e donne sia la stessa. Un futuro in cui le nuove generazioni imparino che amore non significa possesso, ma libertà reciproca.

 

 

I RACCONTI

Tempi di Erode

di Antonia Arslan

Un monumento per le Zigherane

di Isabella Bossi Fedrigotti

Noi Tre

di Irene Cao

Vorrei che tu morissi

di Mary B. Tolusso

Clochard dagli occhi di ghiaccio

di Gabriella Imperatori

Goodmorning Nordest

di Barbara Codogno

Il mondo è pieno di stronze

di Federica Sgaggio

Save the Date

di Michaela K. Bellisario

Pranzo d’anniversario

di Francesca Diano

Due donne

di Elena Girardin

Un colpo di clava

di Anna Laura Folena

Senza lacrime cattive

di Annalisa Bruni

Julia non è qui

di Antonella Sbuelz

Io mi salverò

di Micaela Scapin

Il fermaglio di Tessa

di Maria Pia Morelli

La crisi

di Serenella Antoniazzi

Stato di grazia

di Irene Vella

Betty La Bella

di Francesca Visentin