Chi non la conosce personalmente non sa cosa si perde: simpatia, autoironia, competenza e professionalità, Tutto questo e molto di più in uno scricciolo biondo di sangue lucano e di cuore bolognese. Lei è Isa Grassano. Be’, se non la conoscete dal vivo, avrete sicuramente letto i suoi numerosi libri, guide impeccabili su come affrontare viaggi in compagnia, specialmente delle amiche, sui luoghi da visitare in Italia ma anche sui bar, locali e bistrot più cool dove sorseggiare caffè deliziosi o dove le colazioni farebbero invidia anche alla mitica vetrina di Tiffany.

Isa Grassano, giornalista

Cosa fa, in questo periodo di contenimento sociale, una giornalista come Isa Grassano?
“Sono una persona paziente da sempre e nella mia vita ho già vissuto altri periodi di quarantena, per problemi di salute o lutti, quindi non voglio dire che sono abituata ma non mi ha portato grandi stravolgimenti. Poi, da freelance lavoro da casa, quindi ho continuato e continuo a fare le cose di sempre, anche se in maniera ridotta perché il lavoro è diminuito. Mi sono ritagliata ancora più spazio per le letture. Sto leggendo moltissimi libri, tante ultime uscite, tra cui “La Strada di Casa di Kent Haruf” e un bel libro di un collega e amico “La città senza rughe”, di Roberto Ritondale, che è quasi un romanzo profetico sul periodo che stiamo vivendo. Parla del 2040 e di un colonnello che si proclama dittatore e decide di eliminare gli anziani per motivi estetici ed economici. Un po’ come la generazione dei nostri nonni, falcidiata da questa epidemia. E, infine, mi diletto a fare dolci, ciambelle e torte per la colazione”.

Cosa significa fare la giornalista oggi? Come si riesce a comunicare con leggerezza in questo momento difficile per il nostro Paese, ma anche a livello globale?
“Significa cercare di mantenere un atteggiamento positivo e costruttivo, di non mostrare solo il brutto, i numeri, i morti, i contagi, ma anche le storie di chi aiuta l’altro, le iniziative nate in questo periodo. Penso, ad esempio, al sostegno psicologico gratuito via skype per mezz’ora o alle raccolte fondi, i libri regalati dalle case editrici per favorire le letture o alle varie community nate per alleviare questo momento difficile, come IosonoItalia su Instagram, creata dall’influencer Valentina Coco, di cui faccio parte anche io, che ha messo insieme un team di professionisti per creare ogni giorno un ricco palinsesto di suggerimenti:dai consigli di bellezza alla preparazione di golosi piatti. O se parliamo di destinazioni, raccontare un luogo dal punto di vista virtuale per non far smettere di sognare e avvicinare lo stesso all’arte, alla cultura”.

Io sono Italia, community

Tra i vari argomenti che ami raccontare, ci sono i viaggi. Come sarà viaggiare dopo il coronavirus o convivendo con questo virus, in attesa di una cura o del vaccino?
“Mi auguro che quest’anno, con questa incertezza, ritroveremo la libertà di tornare a viaggiare sul serio, di scegliere mete che non sono di moda e rivaluteremo la scelta all’ultimo minuto senza prenotazioni, l’incontro con l’ignoto, l’incontro con la creatività, con l’emozione, con l’inaspettato. Ci accontenteremo ma è sempre un bell’accontentarsi di scoprire o riscoprire i luoghi a noi vicini, il mare di casa, i borghi, quelli con pochi abitanti, quelli defilati, immersi nella natura, in grado di offrire grandi spazi e una vita sociale fatta di piazze, slarghi e percorsi all’aperto”.

Bolognese di adozione ormai da tanti anni (da circa 20 anni) ma lucana di nascita e di cuore. La Basilicata è una terra purtroppo poco conosciuta, o forse possiamo dire per fortuna, sotto certi versi. Ma da come la racconti ogni volta che ne hai occasione, sembra proprio che quella regione abbia qualcosa di magico, di particolare. Cosa rappresenta essere lucani?
“Rispondo con una frase di un nostro grande conterraneo, il poeta Leonardo Sinisgalli. “Girano tanti lucani per il mondo, ma nessuno li vede, non sono esibizionisti. Il lucano, più di ogni altro popolo, vive bene all’ombra. Lucano si nasce e si resta”. Per me lucano significa essere umile, perseguire i propri obiettivi senza mai stancarsi. Come dico sempre di me, ho la tenacia dei muli e l’ottimismo dei folli. E poi, sì, la Basilicata è magica non solo per i luoghi ma soprattutto per le persone capaci di un’accoglienza che ho ritrovato solo in pochissime altre parti del mondo”.

È nella tua terra che hai capito che il giornalismo sarebbe stata la tua strada?
“Sì, da piccola ho sempre detto che avrei fatto la giornalista. Ho iniziato a collaborare con la pagina regionale dell’Avvenire, Basilicata 7, mentre ero in collegio dalle suore per frequentare il liceo classico. Al mio paesino non c’erano le scuole superiori e così mi sono trasferita a Matera. Il mio sogno era quello di far conoscere questa terra che a me ha sempre affascinato, e quindi ho raccontato prima le feste, le tradizioni, i riti, per poi passare alle persone, agli artigiani, fino ai reportage di viaggio. Il fatto che nessuno conoscesse la Basilicata è stata la mia fortuna, sono riuscita ad entrare nelle varie redazioni con proposte turistiche. Uno dei miei primi pezzi nazionali è stato sui Sassi di Matera, patrimonio Unesco, per i Viaggi di Repubblica (allora era l’allegato del giovedì del quotidiano)”.

Isa Grassano e le sue Dolomiti lucane

In questo periodo di contenimento sociale e di restrizioni, la gestione del tempo è un tema molto studiato. In molti hanno scoperto l’alba. Hanno cambiato le loro abitudini quotidiane imparando, in questi ormai due mesi di quarantena, a svegliarsi presto la mattina. Tu sei tra le poche persone che conosco ad apprezzare il detto “il mattino ha l’oro in bocca” da molto prima della pandemia. L’ho imparato dagli orari delle tue mail! Qual è il fascino e o i vantaggi di svegliarsi presto la mattina? Che mondo è quello che si incontra all’alba?
“Adoro svegliarmi all’alba, soprattutto nei periodi primaverili ed estivi. Prendo il caffè sul balcone (se in inverno, guardando fuori dalla finestra), circondata dal silenzio, cullata solo dai miei pensieri, in compagnia del canto di qualche uccellino o, se in luglio e agosto, dal frinire delle cicale. Mi sento una privilegiata nel vedere per prima il sorgere del sole, mentre tutti gli altri dormono. I telefoni non squillano, non ci sono mail che ti distraggono, posso leggere o lavorare con tranquillità. Io trovo solo vantaggi che poi si amplificano se ho la fortuna di essere per lavoro, o per vacanza in una località di mare. Il sole che sorge tra le acque è una cosa che non mi stancherò mai di ammirare e che mi lascia incantata, ogni volta”.

E come si sviluppa poi la tua giornata?
“Se non parto per lavoro (spesso sono a Milano), la trascorro nel mio ufficio ricavato in casa. Una stanza tutta per me, sommersa di libri, di ogni tipo. Me ne sto ore al pc per scrivere, pensare a proposte da inviare alle redazioni. Alle 12:00, uno stacco per andare dal giornalaio a comprare i giornali – sono ancora una di quelle che compra il quotidiano e diversi settimanali -, uno spuntino velocissimo e poi ancora al pc, fino a sera. Poco tempo per altri svaghi. Ma non mi pesa, amo troppo quello che faccio e cerco sempre di trovare nuove idee e progetti”.

Il tuo nuovo libro, il tuo primo romanzo che speriamo presto possa uscire in libreria, è figlio delle tue albe?
“Sì, ovviamente. Le pagine migliori sono state scritte al mattino presto. Certi giorni, particolarmente ispirata, alle cinque ero già con le mani sulla tastiera. Nel mio romanzo – posso anticipare che è una storia d’amore ma non diciamo il titolo per scaramanzia – ci sono anche descrizioni di scene di sesso. È capitato, qualche volta, che mi chiamassero alle 9:00 del mattino e sentendo la mia voce un po’ stranita mi chiedevano se stessi ancora dormendo. In realtà, fa effetti bizzarri parlare di erotismo al mattino presto (e ride, ndr)”.

A proposito di nuovi progetti, in attesa, stai lavorando a qualcosa di nuovo?
“Sì, non riesco a stare ferma e fare cose mi dà energia. Ho scritto un racconto per un’antologia “L’amore ai tempi del coronavirus” (di prossima pubblicazione), una bella iniziativa promossa dall’associazione culturale I luoghi della scrittura. Un progetto tutto al femminile con altre autrici come Eliana Enne, Christina B. Assouad, Nicoletta Sipos. S’intitola “l’orologio del cuore” ed è una storia romantica. Chi mi conosce sa, che credo molto nell’amore a 360 gradi. Altro progetto molto carino e curioso è quello di Giraldi Editore che ha lanciato AmantiDistanti, antologia in formato ebook, con le testimonianze di chi vorrà raccontare – con nome di battesimo o di fantasia – la propria storia (o la storia di un amico, di un’amica). Curerò questa antologia insieme alla collega e amica Camilla Ghedini, che ha avuto l’idea. Lei è autrice di Amo te…starò con lei per sempre, del 2014, con cui aveva sdoganato la figura dell’amante proponendo con tanto di disegno di legge una giornata nazionale per festeggiarla”

Le testimonianze sotto forma di lettera a lui o lei, racconto, favola, poesia o qualsiasi altro genere, vanno inviate entro il 30 giugno all’indirizzo mail:  amantidistantidilloagiraldi@yahoo.com.
Garantita la massima riservatezza!

Da cronista puntuale e di cuore quale sei, profonda esperta del nostro Paese, delle sue immense bellezze naturali e artistiche, come vedi il futuro dell’Italia dopo il Covid?
“Già prima del Covid avevo puntato per il mio lavoro sulla bellezza dell’Italia, di cui ho tanto scritto. La guida emozionale “Forse non Tutti Sanno che in Italia… ” (Newton Compton) è un po’ la sintesi, una sorta di “Atlante nostrano” che traccia la mappa della bellezza italiana qua e là, da Nord a Sud, isole comprese. Il nostro Belpaese saprà ricominciare là dove si è fermato, organizzarsi per svelare ancora le sue bellezze. Siamo già ripartiti da una grave crisi, quella del 2009, causata dal terrorismo. La ripresa è stata costante. Ricordiamo poi Parigi dopo l’attentato del 2015? Rimase vuota per un mese, poi i turisti tornarono. La memoria, per fortuna, è corta e c’è sempre positività quando c’è voglia di evadere dalla routine, di regalarsi qualche giornata di svago, fermo restando l’importanza della sicurezza garantita per noi stessi e per gli altri. Torneremo a riempire l’Italia e credo che un viaggio consapevole, alla scoperta delle vere radici del territorio e delle sue tradizioni, sarà il trend in crescita per i prossimi mesi. Il valore aggiunto sarà il forte elemento emozionale che ha un impatto sul ricordo. Il concetto di turismo che già si stava trasformando da “cosa mi offri” a “come mi fai sentire”, sarà sempre più legato alle esperienze che si potranno vivere”.