Chi ama l’Opera non può non leggere questo libro.

E’ un libro al femminile, scritto dalla giornalista Isabella Brega. E’ un libro sul grande compositore italiano Giacomo Puccini dal titolo  “La Verità di Elvira, Puccini e l’amore egoista“, Albeggi Edizioni.
Nel libro l’autrice non racconta il musicista ma l’uomo e si rifa’ al suo rapporto con l’ universo delle donne, ma soprattutto alla complessa relazione sentimentale con la moglie Elvira.

La verità di Elvira e il Puccini delle donne

Scopriamo qualcosa di più insieme ad Isabella Brega.

Davvero ben scritto e curioso, almeno per me perché vado sempre a sbirciare la vita di chi scrive: cosa porta una giornalista che si occupa di turismo e di viaggi a raccontare la storia d’amore di una donna come Elvira, moglie di Puccini?
In fondo anche questo è un viaggio. Un viaggio nella vita di un compositore ma soprattutto nell’animo e nei sentimenti delle molte donne della sua esistenza. L’idea per questo libro nasce dalla lettura di centinaia di lettere di Giacomo, grafomane incallito, e dei suoi familiare. Mi ha molto colpito la figura di Elvira, moglie infelice passata alla storia come una vera e propria megera, e ho voluto cercare di capire le motivazioni (ed erano molte) di una donna che ha tanto, troppo amato, tanto e troppo sofferto.”

La comprensione della musica di Giacomo Puccini passa dall’analisi del suo particolarissimo, profondo rapporto con il mondo femminile. Elvira cosa rappresentava per lui?
Elvira era la sicurezza, l’ordine, la tranquillità dei riti borghesi di cui aveva bisogno il suo animo inquieto e nevrotico.

Puccini, forse meglio di tutti, ha saputo regalare grande rilievo al ruolo della donna nelle sue opere. Anche dal punto di vista artistico e vocale. Mi viene in mente la sua opera più nota, Madama Butterfly: ci vuole un grande talento vocale e una grande capacità interpretativa per ricoprire il ruolo della protagonista. E’ anche un autore se vogliamo contemporaneo, visti i temi affrontati dalle “sue” donne.  Forti, determinate e carismatiche. E poi c’era Elvira. Lei lo voleva tutto per se’. Giacomo. Ma convivere con un genio non era cosa semplice.  Che donna era Elvira?
Era sicuramente una donna volitiva, energica, forte e determinata, come ha dimostrato facendo scelte coraggiose e rischiose come quella di abbandonare un marito e due figli piccoli, una buona posizione e un’ottima reputazione per seguire un giovane senza soldi e dal futuro incerto. Per un gesto come questo c’era la galera.

Ha mai cercato di cambiare l’uomo, senza intaccare l’artista?
Ha sempre cercato di cambiarlo, di legarlo a sè, mentre Giacomo era uno spirito libero che aveva bisogno della passione e dello slancio dell’innamoramento per comporre. È riuscita con molta fatica anche a farlo lavorare (Puccini era sicuramente un depresso e un indolente, fin dall’infanzia).

Questo libro ha anche un’esclusiva: l’ultima intervista della nipote del compositore lucchese, Simonetta Puccini, rilasciata poco prima che morisse, il 16 Dicembre 2017. Una conversazione bella, autentica e amorevole di erede più nell’anima che dal punto di vista prettamente patrimoniale. Cosa le ha lasciato l’incontro con Simonetta?
Il ricordo di una donna determinata come sua nonna ma infelice, dura, pronta a sacrificare tutto pur di difendere la memoria di un uomo che in realtà aveva molte ombre. In ogni caso una donna che si è battuta per difendere e ricostruire l’eredità di Puccini, restituendo agli appassionati la casa di Torre del Lago che negli anni era stata depredata e lasciata in stato di abbandono.

La verità di Elvira e il Puccini delle donne