L’arte di arrangiarsi è tipicamente italiana, e lo dico senza timore di smentita. Se poi ci si aggiunge creatività, spirito di iniziativa, preparazione e intraprendenza femminile, il risultato è senza dubbio vincente.
Tutto questo è incarnato in una ragazza trentenne, Laura Tanfani che per esorcizzare un lavoro da commessa nella sua cittadina di provincia – Chiaravalle (An) –  si è inventata un blog in cui racconta le più assurde e svariate richieste dei e delle clienti che frequentano negozi di abbigliamento.

Laura Tanfani

Dopo due libri umoristici di successo, la vsolta professionale che l’ha portata a Milano dove oggi lavora come Social Media Manager, Laura è sbarcata in libreria con il suo primo romanzo “Se la mia vita fosse una canzone” edito da Sperling&Kupfer.

“Se la mia vita fosse una canzone” di Laura Tanfani, edito da Sperling

Grinta da vendere, simpatia e ambizione. Ecco chi è Laura.
Partiamo dalla fine, che forse è il tuo inizio: dalle Marche a Milano,dalla provincia con i suoi pregi e difetti, alla nostra City. In un libro ho letto che Milano è uno stato d’animo.  La tua vita, adesso, ha questo stato d’animo?
“Sì, decisamente. Milano è una città curiosa, veloce, sempre di fretta e aperta alla novità. Io adesso mi sento proprio così. Anzi, lo sono sempre stata. Quindi Milano è la città più che giusta per me.”

La tua storia ha dell’incredibile, ma ciò che non ci stupisce è la capacità di mettersi in gioco e di puntare sulle proprie capacità che noi donne abbiamo, ma alla quale non tutti fanno caso. Hai incontrato difficoltà nel realizzare il tuo sogno e cambiare totalmente la tua vita?
“Sì, come in tutte le cose, le difficoltà non sono mancate. Io ho studiato moda e, appena uscita dall’Università, non ho trovato lavoro in qualche azienda del settore come speravo, ma in un negozio. Questo è stato il primo grande scontro con la realtà per me, e diciamo che più di una volta ho pensato di mollare la presa e accontentarmi di quello che avevo trovato. Fortunatamente non l’ho fatto perché sono una sognatrice e anche ambiziosa. Sono riuscita a tirarmi fuori da quella situazione lavorativa che non sentivo mia. Io credo che l’ostacolo più grande tra una persona e il proprio sogno sta dentro la testa di quella persona. Se non ti rimbocchi le maniche, se non provi tu, in ogni minuto della tua vita a fare qualcosa per quel sogno, non hai grandi possibilità di riuscire. La fortuna serve, ma non basta. Io ora non lavoro nel mondo della moda, come avevo sempre sognato, ma diciamo che arrivare a pubblicare un libro e avere un progetto come #vitadacommessa, super di gran lunga quel sogno della moda.”

Ti manca qualcosa della vita di prima?
“Per adesso no, niente. Forse il mare.”

Veniamo al tuo nuovo libro, il terzo se non sbaglio, ma credo il primo “serio”. Metto questo termine tra virgolette, non perché gli altri libri non lo fossero, tutt’altro. Ho avuto l’impressione che questo libro, un romanzo, sia di una Laura più matura, pur sempre ironica con intelligenza. Come nasce “SE LA MIA VITA FOSSE UNA CANZONE”?
“Sì, questo è il mio terzo libro. I primi due (Vita da commessa – ndr) erano raccolte di vignette legate al mio blog. Questo invece è un romanzo e quindi sì, possiamo definirlo come primo, come un nuovo inizio. Tengo molto a questo libro perché è il primo progetto che fa emergere quella che è Laura, fuori dal suo alter-ego Vitadacommessa. Quando mi è stato proposto di scrivere questo romanzo ho detto subito di sì. Sono un’entusiasta della vita e ogni nuova possibilità per me è un sì! Il libro è nato in maniera molto spontanea. Più di una volta mi è capitato di pensare di scrivere qualcosa ispirato alla mia vita, perché è davvero buffa a volte. Quando è stato il momento di iniziare a scrivere avevo già qualcosa in testa da un po’. Iniziare è stato facile, lo scheletro del libro era già tutto nella mia testa. Scriverlo e svilupparlo è stato un po’ meno semplice!”

Che ruolo gioca la musica nella tua vita?
“Fondamentale. Ascolto musica da quando ero piccolissima, ho ancora un’immagine di me in braccio a mia madre mentre balliamo sulle note di Battisti. Alle medie ho sviluppato la mia passione per il disegno e tutte le sere, dopo cena, mi chiudevo nella mia stanza ad ascoltare musica e a disegnare. Mi faceva stare bene. Amo andare ai concerti; nel tram, nei treni e per strada ho sempre le cuffie nelle orecchie!”

La domanda ti sembrerà scontata e banale, ma te la pongo lo stesso: quanto c’è di te in Olivia o viceversa?
“Olivia sono totalmente io. In tutto. In quello che pensa,  in quello che fa. L’unico personaggio del libro che rispecchia totalmente una persona, cioè me.”

Una vita frenetica e creativa. Seguendoti sui social, specialmente su Instagram, non ti annoi mai e neanche noi con te! Dove hai trovato il tempo per scrivere questo romanzo davvero brillante (non a caso Sperling c’ha visto lungo!)?

“Lo scrivevo la sera dopo cena, dopo il lavoro e nel weekend. Ho passato l’estate fino a fine Luglio chiusa in casa, per non distrarmi. Ho rinunciato anche al mare finché non l’ho consegnato, io che ero abituata ad andarci tutti i giorni!
Diciamo che ho avuto molti momenti no e più di una volta ho pensato di non riuscire a finirlo, perché il tempo che avevo era davvero poco lavorando tutti i giorni.”

Com’è vivere o sopravvivere ogni giorno a questa società, non proprio a misura dei Millennials, peggio ancora se si è donna alle prese con la precarietà di una società fluida ma, allo stesso tempo, con tanta capacità creativa?
“Sicuramente non è facile. Ma viviamo in un’epoca che ci permette anche di avere tutti gli strumenti per farcela. Anche i social network, se usati con intelligenza, possono essere una vetrina gratuita sul mondo per un tuo progetto o una tua idea. Quando non c’erano dovevi sicuramente lavorare di più per raggiungere il tuo pubblico. Ora è tutto a portata di clik.”

Hai in mente un sequel per le avventure di Olivia? Sei pronta a diventare la nuova Sophie Kinsella all’italiana, o alla marchigiana (io sono di Jesi, per cui lo dico con il giusto peso !)?
“Certo che ce l’ho in mente! 😄 Sono prontissima a fare anche meglio della Kinsella!”

Chi è oggi Laura Tanfani?
“Una donna di trent’anni, sicuramente e fortunatamente più consapevole della Laura uscita dall’Università otto anni fa. E anche con più voglia di fare e di realizzarsi.”