Provate a dedicarvi pochi minuti di tempo per fare un esercizio.  Ponetevi la seguente domanda: se dovessi di getto descrivere la mia vita professionale o personale con delle parole, quali abitano in questo momento nella mia mente?
Rispondete con spontaneità, senza pensarci su troppo.
Vedrete che le prime parole che direte saranno quelle di cui vi importa di più, quelle che occupano un posto importante nella vostra mente.

Perché ho chiesto di fare questo esercizio? Perché seguo il consiglio di Sabina Belli, amministratore delegato di Pomellato, il brand di gioielli che fa sognare tutte noi donne.

Leadership femminile - Sabina Belli

Pomellato CEO Sabina Belli – photo by Angela Lo Priore

Sabina Belli è considerata un’esperta internazionale del mercato del lusso e del management di team altamente creativi e innovatori; ha sviluppato brand e prodotti come Acqua di Giò di Giorgio Armani, J’Adore di Christian Dior, Veuve Clicquot, Bulgari. Ricopre una carica importante, quella di Ceo. Di donne Ceo se ne contano sulle dita di una mano. Con questo semplice ma efficace esercizio ha scritto un libro che è di ispirazione a molte donne, ma non è vietato agli uomini.
“D come Donna, C come Ceo”. Dizionario di leadership femminile
edito da Roi Edizioni.

Abbiamo fatto una piacevolissima chiacchierata telefonica in cui abbiamo parlato del libro, poco a dir la verità di leadership ma molto di vita vera.

Ma andiamo per gradi e partiamo dal libro.
Un dizionario chiaro, necessario e intelligente. Un vademecum di come fare impresa, di come lavorare in una azienda. Che sia piccola o grande non importa, un’azienda è fatta comunque di persone. Questo libro è per le persone, uomini e donne, dipendenti e imprenditori.
Faccio mie le parole di Dale Carnegie e confermo che per ottenere il miglior risultato dalla lettura di questo libro occorre un requisito fondamentale, oserei dire indispensabile, senza il quale resterebbe solo un libro che fa numero nella propria libreria personale. E non se lo meriterebbe. Il requisito a cui mi riferisco è un autentico desiderio di imparare.
Sì perché ”D come Donna, C come Ceo” è un dizionario che insegna, non rimane fine a sé stesso.
Uno strumento scritto da una donna con una esperienza reale e ammirevole che ci permette di migliorare il nostro modo di vivere il lavoro e la sua quotidianità.

Leggete bene ogni singolo capitolo, ogni descrizione della parola scelta e analizzata dall’autrice. Soffermatevi su ciò che state leggendo e riflettete su come quanto suggerito da Sabina Belli possa esservi di aiuto nel vostro vissuto.
Sottolineate, se occorre, i passaggi che vi sembrano più interessanti per voi.
Un ultimo suggerimento: ogni tanto rileggete il libro. Non perdete di vista le pillole informative professionali e personali che Sabina Belli così generosamente ci fornisce con questo dizionario di leadership femminile.

Detto questo, l’autrice ci rivela che il libro è nato da una battuta. “Discutevo con una persona nel campo della formazione manageriale – afferma Sabina Belli – che sottolineava il fatto che ci sono poche donne a ricoprire ruoli importanti, ci sono problemi di mentalità che impediscono alle donne il raggiungimento di certi traguardi.  Alla domanda “ma a lei, nella sua carriera, è mai successo?” ho risposto “guardi, talmente tante volte che potrei scriverci un libro”. D come Donna, C come Ceo – continua – è nato come fosse un diario, scegliendo delle parole chiavi che secondo me sono state importanti durante questo percorso di lavoro. Il mio umilissimo obiettivo è dare consigli come se fossi una mamma, una sorella, una collega, un’amica.”

A proposito della scelta accurata delle parole, leggendo il libro, a me ha dato l’impressione che non ci sia stata una ricerca studiata a tavolino ma che siano state parole sincere e uscite di getto dalla sua esperienza.
“Assolutamente. Anzi, devo dirle che la scelta delle parole è stata una tappa importante nella gestazione del libro. Mi sono chiesta “ma quali aneddoti, quali parole hanno avuto un impatto importante nella mia vita professionale?” e le ho buttate giù spontaneamente, così come mi venivano in mente. È stato un esercizio: seguendo il mio inconscio è evidente che le parole che escono per prime sono quelle che sento di più, che hanno evidentemente una risonanza molto importante nella mia mente. La decisione di metterle in ordine alfabetico è stata del tutto editoriale.”

Posso garantire, però, che la scelta di indicare le parole del dizionario in ordine alfabetico non ha tradito la spontaneità degli intenti.
Tra le parole più ricorrenti nel libro ci sono quelle che richiamano alla Famiglia. Lei ha dichiarato di essere stata molto fortunata, sia per quanto riguarda la sua famiglia d’origine sia quella che si è creata.
Oggi come oggi, per ottenere una carriera di successo ma anche per la semplice gestione quotidiana del lavoro, per una donna quanto conta il supporto della famiglia?
Ovviamente ciascuno intende la famiglia con i valori e l’importanza che le vuole dare. Per me la famiglia è stato un elemento di circolazione di energia, sentimenti, emozioni e solidarietà. Quando ho avuto le mie figlie piccole mi sono chiesta come madre quale cosa più importante avrei potuto dare loro nella vita una volta diventate adulte, mi sono detta che forse era la fiducia in sé stesse, la self-confidence. È importante avere la certezza che c’è sempre una soluzione e che si può trovare in sé stessi la forza per uscire fuori da momenti difficili. Esiste un luogo sicuro dove nulla può essere un pericolo o una preoccupazione, ma solo un sostegno e una risposta di aiuto. Questo fa la famiglia. Lo vedo anche oggi. Uno può crearsi una famiglia di elezione, che siano amici, colleghi o dei mentor. Per me è molto importante sapere che c’è una comunità, chiamiamola così, come la famiglia o altro alla quale ci si può rivolgere in caso di dubbi, domande o difficoltà e non sentirsi mai isolati.” Incoraggianti le parole di Sabina Belli:” qualsiasi cosa vi succeda nella vita – afferma decisa rivolgendosi alle nuove generazioni – qualsiasi ostacolo vi si dimostri insormontabile, portatelo all’interno di questa comunità, di questo nucleo, e vedrete che insieme a chi vi sta vicino potrete superare ogni cosa. L’amore incondizionato dei genitori può passare oltre a qualsiasi difficoltà. A volte, soprattutto quando si è adolescenti – precisa la Belli – si ha la sensazione che se c’è un problema i genitori non capiranno. Un atteggiamento che rischia di portare alla solitudine e magari alla ricerca di altre soluzioni. Non aver paura e condividere, non reprimere nulla. La famiglia deve far sentire che esiste un dialogo, senza giudizi.  Il genitore non ha sempre un ruolo di sanzione ma anche di ascolto.”

Purtroppo, non in tutte le famiglie c’è questa possibilità e come lei ha giustamente suggerito, se disgraziatamente in una famiglia non si trova la serenità che si cerca, ci potrebbe essere un amico, una comunità altra che possa comunque fare da nucleo protettivo.
“Assolutamente. Infatti, io vedo anche tra gli amici e le amiche delle mie figlie ci sono giovani che hanno trovato conforto nella mia famiglia. In assenza di una famiglia biologica, poter contare su una “di adozione” è una soluzione molto interessante.”

Tornando al motivo per cui è nato questo libro, ovvero la scarsa presenza femminile ad altissimi livelli professionali, mi viene da parlare di donne che, purtroppo, fanno fatica a raggiungere traguardi importanti sul lavoro. L’arrivo di un figlio, ad esempio, potrebbe indurre la donna a rinunciare al proprio lavoro; senza considerare le poche agevolazioni di sostegno, un welfare poco sviluppato che non aiuta le famiglie, le donne specialmente, a progredire nel lavoro. Secondo lei come può cambiare la situazione, considerando che in Italia, rispetto ad alcuni paesi del Nord Europa, siamo davvero piuttosto indietro da questo punto di vista?
“Guardi, a rischio di non essere molto politically correct, io penso che per accedere a dei ruoli di potere importanti non basta poterlo, bisogna anche volerlo. Una carriera professionale molto impegnativa impone delle rinunce. Ad un certo punto, non si può avere tutto. Non si può avere una carriera senza rinunciare a qualcosa. È lì che mi chiedo fino a che punto c’è la volontà di arrivare in alto e anche di liberarsi da questa specie di visione estremamente arcaica che ancora c’è in Italia del ruolo della madre. La mamma italiana secondo me è prigioniera di uno schema terribile che le impedisce di andare avanti e di manifestarsi in un altro modo, perché c’è questa esigenza non detta che vede la mamma italiana sacrificata alla famiglia, ai figli, ecc. E se non lo fa, si porta dietro una tale dose di giudizio e colpevolezza che non si riesce a vivere serenamente.
Quante volte mi è capitato di sentire persone di una certa età, soprattutto donne, che parlando delle loro nuore, piuttosto che delle loro figlie o nipoti dicendo “poveri bambini, lei ha deciso di lavorare””, con un tono come se fosse sottointeso che essere una mamma in carriera faccia soffrire i bambini. Ma chi l’ha detto! Da sempre ci sono donne commercianti, artigiane, commesse o operarie che lavorano tutto il giorno, dalla mattina alla sera ma che nessuno giudica come donne che hanno scelto di lavorare e di non allevare i figli. Sono donne che vengono comprese e giustificate.
Quando invece si tratta di fare carriera a livelli più importanti, scatta il giudizio negativo: preferisce andare in ufficio piuttosto che stare a casa. C’è subito una posizione moralizzatrice verso la donna in carriera. È comunque una donna che lavora.
E aggiungo che in casa, non c’è niente di male se a mettere i piatti nella lavastoviglie è l’uomo e non la donna. Occorre educare da piccoli i figli maschi affinché possano superare stereotipi di ogni genere in futuro. Se i bambini crescono con una educazione old school che tollera certi tipi di comportamenti, da grandi, uomini maturi, non potranno agire diversamente.”

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Pomellato CEO Sabina Belli_photo by Angela Lo Priore

Un altro tema da affrontare riguarda le difficoltà che incontrano le donne sul luogo di lavoro, quando hanno a che fare con soprusi e molestie. Cosa fare per evitare il problema?
“Non sono molto femminista nel dire ciò che penso, e cioè credo che la prima cosa alla quale noi donne dobbiamo fare attenzione è il tipo di comportamento che assumiamo nel mondo del lavoro, ma anche in generale. Tutto è comunicazione non verbale, tutto manda dei messaggi. Se vai in ufficio con tacchi vertiginosi, gonna corta attillata e scollatura eccessiva, è evidente che sei fuori contesto. Ecco perché nel mondo del lavoro bisogna stare attenti. Inoltre, secondo me la cosa importante è mai mai subire. Avere sufficientemente stima di sé stesse e la libertà per voler denunciare certi comportamenti alle risorse umane e agli organi competenti. Occorre smascherare questi uomini.”

D come Donna, C come Ceo è un dizionario che riguarda la leadership femminile. Qual è la parola del libro alla quale si sente più legata?
“Libertà. Specialmente la libertà di pensare. Noi donne occidentali non ci rendiamo conto del privilegio che abbiamo ogni giorno di essere libere di pensare, di vestirci, truccarci, di votare. Apprezziamo la libertà di diventare quello che vogliamo essere.”


I diritti d’autore del libro saranno devoluti all’associazione C.A.D.M.I., Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate.

D come Donna C come CEO - Sabina Belli