Il titolo non ha refusi.
Vi spiego il perché.
Chi segue L’angolo di Key sa che amo raccontare storie di donne che fanno la differenza nei settori più disparati. Donne che incontro per strada, che leggo nei libri o che mi vengono raccontate.
C’è una donna, anzi, una ragazza – perché per me che sono del 1981 una nata nel ’90 è una ragazza –  che da tempo aveva catturato la mia attenzione. Gira il mondo in lungo e in largo grazie ad una delle invenzioni più belle di sempre, la musica; fa un lavoro notoriamente maschile come il Direttore d’Orchestra ma allo stesso tempo è la femminilità fatta persona e non la nasconde, né sul podio, né quotidianamente. Quando ci parli, ti rendi conto che oltre ad essere ,come si dice dalle mie parti ,”alla mano”ovvero comunicativa e cordiale, questa ragazza è elegante e raffinata ma per nulla snob, ed è anche estremamente colta. Ascoltarla parlare è a di poco arricchente. Spazia da Puccini ai Massive Attack con nonchalance. Insomma, vorresti averla come tua amica!
Ha scritto da poco un libro, “Allegro con fuoco edito da Utet in cui avvicina la musica classica alle nuove generazioni. Sto parlando del Maestro Beatrice Venezi.

Il Maestro Beatrice Venezi credit : Marco Mazzari

Quando ti dicono che “il mondo è piccolo!” è proprio vero. La cosa simpatica è che ho avuto il piacere di intervistare il Maestro Venezi proprio nella mia città,  a Jesi, grazie alla Fondazione Pergolesi-Spontini all’interno del nostro bellissimo Teatro Pergolesi. Il direttore artistico Cristian Carrara ha avuto la felice intuizione di coinvolgere il Maestro Venezi in un progetto davvero entusiasmante e innovativo. “Opera!”, un concetto nuovo di fare musica con un ensamble nuovo composto da giovani musicisti che – seguiti da Beatrice Venezi – avranno l’arduo compito di prendere vecchie opere del passato appartenenti a storici compositori e riscriverle. Avranno così una nuova vita e potranno conquistare le nuove generazioni. Bravi!

L’incantevole Venezi ha una preparazione musicale molto eterogenea, dalla contemporanea all’opera fino alla sinfonica. Pianista e compositrice è il Direttore d’Orchestra donna più giovane d’Europa e tra le poche donne al mondo ad avere ottenuto simili risultati in questa professione. Attualmente dirige la Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli, è Assistant Conductor della Prima Orchestra Nazionale in Armenia e Direttore Ospite Principale del Festival Puccini. Ha diretto opere e concerti in Italia, Svizzera, Germania, Austria, Armenia, Georgia, Portogallo, Libano, Bulgaria, Croazia, Ucraina e Giappone. Il Corriere della Sera la segnala tra le 100 donne dell’anno 2016 e le 50 del 2017, che in tutto il mondo si sono distinte per la loro professionalità e sono state rivoluzionarie, resilienti, anticonformiste, pioniere, paladine di femminilità, creatività e risorse innovative. Nel 2018, Forbes la inserisce nell’elenco dei 100 giovani leader del futuro.

“Io sono Maestro. Preferisco il termine al maschile perché non credo che la parità di genere si risolva con il femminile dei titoli”. Lo afferma convinta e fiera, Beatrice Venezi, come afferma la sua volontà di avvicinare i giovani alla musica classica. “È il nostro patrimonio artistico e culturale. Un peccato per il nostro Paese non conoscere quelle che sono le nostre radici. E poi la musica classica – continua il Maestro –  è la musica nella sua forma più alta, è nella forma più complessa che aspira alla perfezione, alla bellezza. Io credo che oggi ci sia tanto bisogno di modelli di bellezza a cui ispirarsi. Ecco, così come nel passato, anche oggi la classica può avere una funzione educativa. Bisognerebbe anche capire che cosa si vuole intendere per classico: ci sono i classici del rock, i grandi classici del pop e così via”.
Maestro Venezi, nel suo libro “Allegro con fuoco. Innamorarsi della musica classica” (edito da Utet) non ha dubbi, chiunque può innamorarsi di questo genere musicale. A lei quando è successo? Quando ha capito che quello che sta facendo oggi sarebbe stato il suo futuro?
“Da subito, in realtà. Io facevo pianoforte, non avevo capito bene e subito che sarebbe stata la direzione perfetta, ma che la classica sarebbe stato il mio mondo si, questo mi era chiaro. E tra l’altro ho sempre avuto l’idea che le persone si innamorassero di certe musiche perché in realtà erano innamorate di certi personaggi. Io sono degli anni ’90 e c’erano i Backstreet Boys, Britney Spears ed erano queste persone ad attirare l’attenzione della gente, prima ancora della loro musica. Ho sempre pensato che potesse succedere la stessa cosa, anche per la classica attraverso la mia figura. Speravo di fare da tramite tra il grande pubblico e il contenuto musicale con il quale sto avendo a che fare”.

Beatrice Venezi ha le idee chiare anche sul fatto di essere una giovane donna in un settore piuttosto maschile. Non nega che in più casi, quando si aspettavano il Maestro Venezi e lei era già arrivata a destinazione, pensavano di incontrare un uomo, mediamente su con l’età, capelli bianchi e aspetto tipico del Direttore d’Orchestra. Rimanevano spiazzati nel vedere che lei era il Maestro. “Sono una donna e non lo nascondo. Quelle poche donne che fanno il mio stesso lavoro tendono ad assumere atteggiamenti maschili sia nell’abbigliamento ma anche nel modo in cui si relazionano con l’orchestra” –  dichiara.  Non ha vita facile la Venezi nel suo ambiente ma non demorde. Lei ama profondamente quello che fa, è evidente sia quando ne parla e sia quando dirige. Beatrice è anche un’attenta divulgatrice della musica classica e lo fa con la freschezza dei suoi trent’anni. Afferma che la classica può essere pop, ovvero popolare, e questo a molti non va giù. Ma come lei stessa dichiara “ho sempre avuto il supporto da parte del pubblico e l’interesse dei media che sicuramente hanno aiutato a conoscere la mia storia. In Italia soprattutto, io lavoro più all’estero e questo non accade –  specifica – ancora in qualche Teatro c’è chi mi guarda con sospetto. Mi auguro di qui a poco che l’essere donna e Direttore d’Orchestra non sia più una notizia ma che diventi la normalità, mi auguro che ci sia anche un necessario ricambio generazionale all’interno dei teatri che porti un nuovo modo di vedere l’attività artistica, il teatro e il rapporto con il pubblico. A Jesi, per esempio ho trovato tutto questo”.
Beatrice è una , nessuna e centomila. Compositrice, Direttore d’Orchestra, scrittrice e bellissima ragazza. A quale di queste Beatrice tiene di più?
“Ora come ora, la Beatrice Direttore d’Orchestra e la Beatrice divulgatore di musica classica sono quelle a cui tengo di più e che, tra l’altro, riescono anche ad andare a braccetto”.
Giovanissima, ha già raggiunto livelli altissimi nella sua carriera. Cosa vuole fare da grande Beatrice Venezi?
“La strada è ancora lunga, eh! Ci sono tanti altri teatri da conquistare, Paesi da esplorare. Un po’ come a Risiko, il gioco con le bandierine, vorrei arrivare ad averli scoperti tutti. Al di là del mero aspetto musicale, è tutto l’ambito culturale che attrae. Si conoscono nuove mentalità, nuovi e diversi approcci alle storie narrate, al canto, alla presentazione in scena. Ci sono lingue e culture diverse. Tutto questo merita di essere vissuto. Il mio sogno? La Scala di Milano”