Si dice “ogni riccio un capriccio”, ma se con lei aggiungiamo anche un pizzico di determinazione e di carattere, il detto rende ancora di più l’idea. Oggi vi presento Camilla Ghedini. L’ho conosciuta virtualmente e mi è piaciuta subito. E’ una tipa tosta, collega giornalista con un ricco bagaglio di esperienze nel campo della comunicazione. E’ di Ferrara, terra che secondo me da’ una marcia in più, a prescindere.
Il mio nome e il mio blog le sono stati suggeriti da un’amica in comune, Isa Grassano. Lo so, l’avete già sentita nominare. Ebbene si! Isa, oltre ad essere una persona perbene, è una brava giornalista e scrittrice che ho conosciuto  grazie a questo blog e alla mia passione per le colazioni!!

#selfiekey con libro Amo te di CamillaCamilla ha scritto un libro, un altro, insieme a Brunella Benea.
Il titolo è tutto un programma AMO TE… starò con lei per sempre (Giraldi Editore), la trama lo è ancora di più! Provocatoria? Sì. Divertente? Pure. Femminile? Ovvio.
Nel libro si parla di tradimenti e di tutto il mondo, noto e meno noto, dato per scontato o volutamente nascosto, che ruota intorno a questo tema caldo, delicato e scottante.

Premetto che personalmente non perdonerei mai il mio compagno se mi tradisse. Detto questo, siete state davvero brave, tu e Brunella Benea a rendere piuttosto simpatico ma soprattutto “umano” il ruolo dell’altra, l’amante.  Da cosa o da chi siete state ispirate?
C.G: “Semplicemente alla realtà. C’è un momento della vita in cui si scopre che queste situazioni, che da giovani si tende a giudicare, sono molto più frequenti di quanto si pensi. Io a 25 anni mai avrei pensato che potesse succedere a me, o a persone a me vicine, e invece capita, perché non si sceglie di chi innamorarsi. La vera scelta è sulla vita che si desidera. E io, la vita da amante, non l’ho voluta. E se fossi moglie, mai accetterei che il mio compagno avesse un’altra. Potrei anche perdonare, ma sono certa che determinati equilibri si romperebbero. Però capita, e allora bisogna sospendere il giudizio. Capita che ci si imbatta in un uomo impegnato e per un po’ lo si aspetta. E si fa l’amante. Ma in realtà è solo una fase dell’esistenza, piena di attese e illusioni e paure. E’ un ruolo ingrato al quale è giusto ribellarsi, come fanno le protagoniste del libro. Che tutto sono tranne che sfascia famiglie. Si pensa all’amante come a una cinica con la giarrettiera. Spesso è  un’imbranata con le Converse. ”

Ghedini-Benea Amo te...starò con lei per sempreSecondo te, perché si tradisce?
C.G: ” Si tradisce perché manca qualcosa, perché c’è un bisogno che emerge e si ha necessità di un riscontro. Sentirsi apprezzate, belle, ancora desiderate. Ma sia chiaro, vale per entrambi i generi. Non sempre è solo trasgressione, può essere ‘solo’ debolezza. Poi, che sia giusto o meno dipende. Che sia tollerabile o meno soggettivo. Che si riesca a superare o meno un mistero. Io, Camilla, non credo nel tradimento. Alcuni dicono che fa bene alla coppia. Beh, può essere così, se dall’ altra parte c’è una moglie disposta a tutto purché il marito, la sera, rimetta le chiavi nella serratura. Ma se si ha amor proprio no. Poi ovvio, ogni caso va considerato a sé. Anche per la ‘durata’. Un uomo e una donna che portano avanti storie parallele per molto tempo hanno abilità con la menzogna. Di questo devono rendersi conto sia i mariti/mogli, fidanzati/fidanzate che le/gli amanti. Il più grande inganno è dirsi ‘a me non racconterà mai bugie’. Non è vero. Come io e Brunella sosteniamo nel libro, chi inganna altri guardando te negli occhi, ingannerà anche te. Anzi, spesso lo sta già facendo.”

Questo libro può far storcere il naso ai benpensanti o addirittura alla Chiesa, vedendolo forse come una minaccia all’indissolubilità del matrimonio. Avete ricevuto critiche?
C.G: ” No, anzi, molta ricerca di complicità. Voglia di sfogarsi, di dire ‘anche io ho fatto l’amante’. Tante donne e uomini ci hanno scritto privatamente raccontando la loro storia. Un conto poi è la fede, un conto la Chiesa. Se la Chiesa storce il naso pazienza, certo non mi aspetto da un prete che legittimi. Non sarebbe ammissibile, il suo ruolo è riportare ordine e verità. Come scriviamo nella lettera al Ministro dell’Economia, il tradimento offre alla Chiesa la possibilità di condannare i facili costumi e al peccatore, quella di confessarsi. Alla moglie, di sembrare più buona grazie al ‘perdono’ elargito. Questa è spesso la Chiesa, cui il tradimento consente di dire la ‘sua’. La fede è altro.”

Dal libro è come se emergesse la figura dell’amante come una buona samaritana, che tiene più unite le famiglie. A lei cosa resta?
C.G: ” Non una buona samaritana, semmai un’ingenua. E’ vero però che spesso tiene unite le famiglie, funge da polmone artificiale. Perché? Perché l’uomo si sente in colpa verso la moglie e improvvisamente diventa più buono e generoso, la vede addirittura con occhi diversi. Perché la ‘colpa’ altera. La moglie, che spesso sa, ne approfitta, prendendosi la parte migliore. E anche questo vale senza differenze di genere. All’amante non resta nulla. Se ha aspettative serie, reali, non resta che tagliare la corda e cercarsi un uomo o una donna libera. Perché offre ‘cemento’ a un edificio che diversamente crollerebbe. Se ne vada e lo lasci crollare. Tanto la verità è sempre pronta ad esplodere.”

Statistiche autorevoli dicono che per 8 italiani su 10 il tradimento fa bene al matrimonio e ravviva il sesso. Cosa ne pensi?
C.G: ” Penso che sia vero, purtroppo, per i motivi detti. Io però sono contro ogni forma di promiscuità, sono monogama e ne vado fiera. Il tradimento inquina e altera i rapporti. Io voglio una relazione senza contaminazioni. E’ forse più noiosa? La noia è una bellissima cosa, chi ha detto che è da eliminare?”

Perché gli uomini accoppiati perdono la testa? Come fa una donna a tenersi ben stretto un uomo? Consigli?
C.G: ” Credo che a una certa età tutti perdiamo la testa, sia uomini che donne. Subentra l’insicurezza data dall’invecchiamento, dal corpo che cambia, dalla necessità di avere conferme. Io consigli non ne ho. Però so che non sono mai stata disposta a tutto pur di tenermi stretto un uomo. Anche quando ho amato moltissimo. Perché non credo che il sentimento implichi la negazione di se stessi. E lo dico con cognizione di causa. Non teorizzo, ho vissuto. Nel libro c’è la figura di Maria Teresa,  educata fin da bambina alla consapevolezza che è nella natura di un uomo tradire ed è nella ‘vocazione’ della donna accettare e fingere di non sapere. Queste sono balle. Purtroppo però ci sono relazioni strutturate su queste convinzioni.”

Hai alle spalle tanti libri di successo. A te cosa piace leggere, oltre a Vanity Fair sul divano?
C.G: “Beh, Vanity è la mia rivista preferita. Io leggo moltissimo. Molti libri su un principio di casualità, perché mi chiedono di presentarli. Così ad esempio di recente mi sono avvicinata ai gialli, rimanendone affascinata. Amo comunque anche testi leggeri, alla Sophie Kinsella, di cui credo di avere ingurgitato ogni pagina. Ma anche opere intense, dalle vicende dell’Olocausto, con cui sono cresciuta, a cominciare da Primo Levi ed Helga Shneider, ad esempio. Poi potrei citare Concita De Gregorio, di cui ho divorato ogni libro, che considero una grande narratrice di storie odierne. Non so, vado in libreria e a seconda dell’umore mi faccio attrarre da titolo e copertina. Poi appunto, scrivo a mia volta.”

T-shirt Giornata Mondiale dell'Amante

Armate di sense of humor e di dignità, le amanti chiedono agli organi competenti di istituire la Giornata Mondiale dell’Amante.
C.G: ” E’ ovviamente una provocazione. Uno stratagemma ‘comunicativo’ che però evidenzia le carenze di una morale ipocrita in cui si festeggia tutto ma non le figure che resistono ai secoli. Abbiamo fatto anche un disegno di legge, che termina il libro, per evidenziare come l’amore sia una sorta di libero mercato con domanda, offerta, concorrenza sleale, delocalizzazione. In fondo i rapporti sono come imprese, questo con Brunella abbiamo voluto dimostrare. Le aziende pagano le tasse, i matrimoni pagano la noia. Ma uno Stato che funziona è quello in cui non si evade. Ecco, un rapporto che funziona è quello in cui non si evade. La vedo così. Brunella è già meno ‘tedesca’ e più incline alla comprensione. Io vorrei che le amanti si dessero un tempo: se dopo un anno il lui di turno non ha scelto di stare con loro, significa che a casa le cose non vanno poi così male. In questo la seconda parte del libro, Il Grillo Parlante, la voce interiore con pensieri affidati alle amiche, è rivelatoria.
Rimanendo al gioco, istituirei la Giornata Mondiale dell’Amante” il 15 settembre, per me data spartiacque tra il ‘vecchio’ e il ‘nuovo’. Brunella, più romantica di me, certamente opterebbe come l’amica Isa Grassano, scrittrice e giornalista, per il 21 giugno, primo giorno d’estate. Anzi, si spingerebbe fino a luglio, amando lei il sole e il mare. ”

E voi, continuando a giocare, quale data proporreste?

Copertina AMO TE… starò con lei per sempre (Giraldi Editore)