Albert Einstein: “Senza crisi non ci sono sfide e senza sfide la vita e’ una routine, una lenta agonia. E’ dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno”.

Albert EinsteinE si, così affermava quel gran genio di Alby.  La sfida è adrenalina,  ti rende sempre attiva, ti insegna a non dare mai nulla per scontato.
Ogni giorno vengono a bussarti problemi, insieme con difficoltà di ogni genere. Spesso e volentieri sono talmente mattinieri tutti questi “disturbi” pieni di vitalità che la sveglia resta a dormire. Tanto i tuoi occhi sono già belli spalancati!

Le difficoltà economiche e lavorative (e chi non ne ha),  il caos sociale per nulla calmo, gli eventuali battibecchi relazionali, e chi più ne ha più ne metta,  tutto questo marasma esistenziale è talmente operativo che, spesso e mal volentieri, pretende da te anche troppa energia.  Dico io , mi sta bene che dalla crisi affiora il meglio di me, ma almeno qualche notte, cari problemi miei fatemi dormire, no? Altrimenti si rischia che il meglio di me scappi dalla paura, guardandomi allo specchio!

Routine.  Termine inflazionato, usato e abusato in ogni ambito della nostra vita. Routine al lavoro, routine di coppia, poi c’è quella quotidiana. Nota al grande pubblico la “solita routine”, per non parlare della pericolosissima routine della seduzione. Insomma, vade retro routine!
Anche io come Albert penso che sia una lenta agonia. Fare sempre le stesse cose, day by day, andare sempre d’accordo con chi ti vive accanto, non arrabbiarsi mai, vedere il buono sempre e comunque ( qui andiamo fuori tema, questa è bontà infinita!), mai un colpo di scena. Per carità!
Tutto questo mieloso tran tran di tranquillità, a lungo andare, uccide.

Ripartire

Si si, sono d’accordo. Ogni tanto ci vuole  un po’ di crisi.  Come il sale in cucina, però, Q.B.  Quando viviamo in uno stato di criticità si accende la mente. L’intelletto si fa operativo …  pensa, studia, reagisce. Ecco. La crisi smuove la reazione. E quando reagisci a qualcosa che ti opprime,  che ti infastidisce, che ti rallenta la vita e lo fai in maniera sana e intelligente (lo sottolineo –in maniera sana e intelligente, lo metto pure in grassetto – in maniera sana e intelligente – perché i fatti di cronaca di questi ultimi giorni ci raccontano altro, purtroppo), comunque riparti.
Ripartire da se stessi, sempre in ogni caso. Questo, secondo me, è  quello che si dice “il meglio di ciascuno”.

Si, va be’, ma anche un pochino di sana noia non guasterebbe, sa?!