Non ne posso più!
Stacco la spina. Me ne vado in vacanza. Bello, a very good idea!
Meglio ancora se partissi in un periodo insospettabile, lontano da festività, ponti o da qualunque giorno che segna rosso sul calendario. Il relax è più gustoso se assaporato mentre gli altri lavorano. Sadica? No, ho solo esaurito la mia riserva di sopportazione e stress.  Sono stata travolta e tramortita dal mio trantran quotidiano particolarmente duro e complicato, ultimamente. Per cui, riorganizzazione dell’agenda, collaboratori avvisati e delegati. Recupero della valigia da un sottotetto scomodo – ma quando si tratta di fuggire così vale la pena affrontare anche le insidie della casa- e on y va! Let’s go! Partiti! (il plurale non è un errore di battitura, la compagnia se è giusta può fare la differenza – e questa lo è 😛  )

Il post che state leggendo mi è nato in testa in un tardo pomeriggio, mentre me ne stavo seduta comodamente su una seggiolina carina carina, posizionata sul balconcino della mia camera con vista mare. Non un mare qualunque, uno dei mari più affascinanti del mondo: il Mar Rosso (in arabo البحر الأحمر ). Viaggio in Egitto
Mar Rosso

Un Mare biblico con una storia che tocca le corde più intime di noi. E’ il Mare di Mosè, come raccontato nel libro dell’Esodo dell’Antico Testamento. Qui vi è narrato il passaggio del Mar Rosso da parte degli Ebrei guidati da Mosè in fuga dall’Egitto. Si racconta che Dio aprì le acque di fronte agli Ebrei per poi richiuderle nel momento in cui lo attraversavano le truppe egizie che li inseguivano.

Benvenuti in Egitto con Key!
Una fuga dalla realtà, catapultata in un sogno.
Vi chiederete: ma perché raccontare tutto questo?  Forse per far morire di invidia chi ancora le ferie le guarda con il cannocchiale ?! Lungi da me. E’ un genuino e puro bisogno di condividere queste mie sensazioni perché quello che ti lascia dentro un viaggio come questo – per la location scelta, per lo stato d’animo e le modalità che mi hanno spinta a partire – è forte ed esplode. Va raccontato. Anche perché credo che sia comune a tanti. Certo, questa esperienza per me ha una sua unicità, ma il racconto di un viaggio è come una canzone: prima o poi un versetto, una frase, un ritornello ti prende dentro, è come se parlasse di te. Parole scritte da altri ma che ti riguardano. E diventano tue.
Be’, secondo me con il racconto di un viaggio vale lo stesso.

E’ strano. Sono dovuta partire per potermi fermare. Ho dovuto fare ore di fila al check- in, prendere al volo un aereo, aspettare fino a tardi per cenare (in volo è sempre divertente!) per poi subire una piacevole battuta d’arresto. La mia mente si è liberata dalla foschia causata dallo stress, è tornata limpida, leggera. Sono tornata ad essere presente a me stessa. Un relax non tanto fisico – lo sport, le passeggiate, il movimento erano all’ordine del giorno – quanto piuttosto mentale e caratteriale. Si, proprio caratteriale. I periodi difficili della vita, sia che tu abbia a che fare con questioni pratiche o personali, ti mettono nella condizione di far lavorare il tuo carattere. Devi tirar fuori le palle (scusate il francesismo), devi tirar fuori la grinta, la forza di affrontare i problemi, la determinazione nel volerli risolvere e la tenacia nel superarli. Tu sei sotto stress, il tuo carattere e la tua personalità sono sotto torchio.
Mi sono fermata. Ho ritrovato i miei ritmi e ho ripreso a rispettarmi. Mi sono riconosciuta.
Key

Un viaggio è l’occasione giusta, per esempio, per iniziare attività che nella vita di tutti i giorni ti sogneresti di fare.
Magari solo per il fatto di non trovare il tempo o la voglia di farle. A me è successo! Ho avuto un’illuminazione con l’Acqua Gym! Non so da quanto tempo mi ripeto la solita solfa: “da settembre mi iscrivo ad Acqua Gym”, oppure ” lunedì vado ad informarmi sui corsi”. Vigliacca se lo avessi fatto mai una volta!! Sono quelle balle innocenti, piccoli e buoni propositi che ti racconti in un momento di euforia (l’estate di solito è una provocatrice ideale per questo genere di bugie) …poi i conti tornano tutti, alla fine!
Be’, ho capito che bisogna andar via per fare quello che si promette a se stessi e agli altri e che invece non si fa. E bisogna andare lontano.
Ci voleva l’Egitto per farmi diventare Acqua Gym addicted!

Un viaggio è il complice perfetto per rendere giustizia a quel libro che giace sul comodino da mesi. Dopo averlo spolverato, ho deciso di metterlo in valigia e ho fatto bene. Ci voleva l’Egitto per farmi arrivare fino all’ultima pagina con la giusta calma. Alla fine della storia, poi, quel Fabio Volo lì ti frega sempre (“E’ una vita che ti aspetto” ndr).
Non paga di un libro, ne ho portato con me anche un altro. Prima o poi dovevo dargli un’altra opportunità, mi son detta. “Solo un uomo” di Alessandra Appiano. Iniziato tempo fa ma interrotto bruscamente. Lei mi piace un sacco, da tempi non sospetti. In questo libro, però, non so per quale motivo (magari lo chiederò direttamente a lei!) ho fatto fatica a riconoscere la sua grande capacità di raccontare l’animo di noi donne. Sul finale il libro mi ha ripreso la giusta rotta, ma durante la navigazione ho dovuto fare parecchi rilevamenti bussola!
Comunque è sempre una piacevolissima lettura, la Appiano.

Il viaggio non è solo questo, è tanto altro. Questo viaggio in particolare, poi, mi ha illuminata su un territorio, quello egiziano, che conoscevo “per sentito dire” ma del quale non ho mai approfondito la conoscenza.
In questo posto meraviglioso che mi ha ospitato per una settimana, ho ammirato la grandezza della natura esplorando il mondo sottomarino, facendo Snorkeling e ammirando la suggestiva barriera corallina. Ho incontrato gli abitanti del posto, gli Egiziani ma anche i Beduini, gli abitanti del deserto.

Tenda dei Beduini

Deserto

Villaggio dei Beduini

In gruppo abbiamo partecipato ad un super safari che ci ha condotti, a bordo di Jeep, nel bel mezzo del deserto. Nel nulla più totale.  In un mondo completamente fuori dalla realtà.  Una dimensione sconosciuta allo Stato ma molto nota ai turisti. Mentalità e culture lontane da noi, con stili di vita che vanno sicuramente rispettati ma non sempre condivisi.
Aspetti di questo tipo meritano un post a parte che presto pubblicherò.

Corse nel deserto alla guida di un Quad, passeggiate con i dromedari. Danze del ventre e balli tipicamente egiziani. Sul cibo stenderei un velo pietoso. Bravi e gentilissimi, gli egiziani. Grandi lavoratori. Hanno come filosofia di vita una alta concezione del rispetto nei confronti del turista. Caratteristica rara anche dalle nostre parti. Ce la mettono davvero tutta a farci felici e contenti…ma la pizza, la pasta e la buona cucina lasciatela a noi italiani, vi prego!
Comunque un plauso alla buona volontà.

Egitto? Non escludo il ritorno.

Key, walking like an egyptian!

Key, walking like an egyptian!