Una bellissima sorpresa, un bel personaggio. Una bella soddisfazione.
E’ uscito da poco il suo primo romanzo “Che ci importa del mondo” (Ed. Rizzoli) ed è già un successo.
Gliel’ho chiesto e lei ha accettato.  selvaggia-lucarelli
Signore e Signori, ho il piacere di intervistare per noi Selvaggia Lucarelli!

Ciao Selvaggia, come stai?
S.L: “E’ un periodo bellissimo, sorprendente e anche molto faticoso. Il riassunto della mia intera esistenza fino ad oggi insomma.”
Blogger di successo con selvaggialucarelli.com, con @stanzaselvaggia su twitter sei una star, in tv lasci sempre il segno con la tua personalità e con le tue opinioni non sempre politically correct. La tua vita, per noi spettatori, sembra un romanzo.
558 pagine possono bastare per conoscerti?
S.L: “Per conoscermi senz’altro no, perché la scrittura filtra e altera, ma per riconoscermi si, nel senso che in tutto quello che faccio e scrivo metto sempre la faccia. Mi espongo, non mi risparmio, sono molto “riconoscibile”. In fondo credo sia questo che viene apprezzato di me: il fatto che non cerco consensi indistinti, ma quelli di chi è sulla mia lunghezza d’onda. ”
Parliamo del libro. Chi è Viola? Che combina nel tuo romanzo dal titolo di fossatiana memoria? che-ci-importa-del-mondo-580x902
S.L: “Viola è una donna alle prese con una ricostruzione emotiva faticosa dopo un amore che l’ha lasciata piena di paure e livori. Ma è anche molte altre cose, come tante giovani donne di oggi. E’ una mamma imperfetta, sempre con l’ansia di non riuscire a incastrare tutto, è una donna che lavora in tv ma che disprezza quel tipo di televisione che non le somiglia, è un’amica gioiosa col suo solido gruppo di amiche che sono diventate una specie di famiglia allargata. Ed è una donna che si evolverà attraverso uno shock emotivo molto forte, che la costringerà a guardare in faccia i suoi limiti e le sue debolezze. Ma che le insegnerà ad amare nell’unica maniera in cui si ama veramente: in modo semplice. ”
Viola, tipa tosta alle prese con una carriera importante sotto i riflettori, un matrimonio lampo, un figlio. In questo valzer o qualunque cosa sia cercherà la propria strada, provando a tenere insieme, con fatica, la sua vita da single, quella di madre e quella di celebrità televisiva. Come si fa a reggere un tale stress?
S.L:  “Non è uno stress, se si impara a non essere troppo esigenti con se stessi. Bisogna imparare a riconoscere la fatica di certi momenti e ad assolversi se non si riesce a fare tutto, se non si è sempre perfette, se si è stanche. Bisogna sapersi fermare, ogni tanto, e non voler sembrare invincibili agli occhi dei figli.”
Nel libro parli di coppia.  Scrivi che “le coppie sono un mistero”. In che senso?
S.L: “Nel senso che, come dico nel libro, ci sono degli equilibri sconosciuti e incomprensibili alla base delle coppie più solide. Ci sono persone che ti sembrerebbero perfette insieme e invece non reggono 5 minuti in una stanza senza odiarsi nel profondo. Altre che sembrano il giorno e la notte invece filano d’amore e d’accordo. Nessuno sa su quale terreno si incontrino davvero le persone che si amano e in fondo è il bello dell’amore: la sua imperscrutabilità.”
Che ruolo gioca o ha giocato l’amore nella tua vita? selvaggialucarelli
S.L: “Un ruolo fondamentale e in parte disastroso. E’ stato per anni il nodo principale della mia esistenza, il sole attorno a cui giravano gli altri pianeti. Ho sempre ritenuto che la felicità si trovasse solo all’interno di una relazione. Da qualche anno ho imparato che la felicità è rendere piena la propria esistenza e poi, al limite, decidere di condividere quella pienezza con qualcun altro.
Se deleghi a un’altra persona la responsabilità di renderti felice, sei fregato.”
Il titolo del romanzo è tratto da un capolavoro di Ivano Fossati Il bacio sulla bocca (brano che sto ascoltando mentre ti scrivo) che dice “… Bella, che ci importa del mondo. Verremo perdonati – te lo dico io – da un bacio sulla bocca un giorno o l’altro …” Secondo te vale sempre la pena rischiare di amare, per una ricompensa così?
S.L: “Se è amore vero, vale sempre la pena. E poi l’amore non è un rischio dove c’è l’eventualità di perdere qualcosa. In amore, che una storia finisca o no, se sai elaborare la sconfitta esci sempre con qualcosa in più, mai con qualcosa in meno. E non la chiamerei esperienza, perché l’esperienza può anche essere una zavorra se la rendi pregiudizio, la chiamerei “conoscenza”. Della vita, di te e di te stesso anche nella sofferenza. ”
Quanto tempo hai impiegato a scrivere il romanzo?
S.L: ” Dal 15 agosto al 15 gennaio, con una pausa a settembre, quindi 4 mesi pieni.  Una media di otto ore al giorno di scrittura ma ho toccato picchi di 16 ore quando stavo scrivendo capitoli particolarmente coinvolgenti. ”
Da twitstar quale sei (a oggi conta 221000 followers ndr.) hai a disposizione 140 caratteri per convincere i più pigri ad acquistare e leggere “Che ci importa del mondo”!
S.L: ” Se volete ridere, piangere e trovare un finale migliore di quello che ci riserva solitamente la vita, leggetemi!”

Fate come me, correte in libreria!
Selvi3