Con il libro di cui vi parlo in questo post, mi ci sono presa da subito. Dal titolo Destinazione Umana, molto positivo. L’ho interpretato come un suggerimento ad affidarti a ciò che di umano esiste.
Leggendo il libro scoprirete che per fortuna vale ancora la pena parlare di “umanità”, quella vera.
Destinazione Umana_cover bozza_EE poi mi è piaciuto molto anche il formato. Una guida pocket ben stampata, come se richiedesse rispetto da parte del lettore. E io, questo libro, lo rispetto molto. Sono certa che voi farete altrettanto.
E’ edito da Giraldi Editore, una garanzia in termini di libri da leggere.
E’ scritto a sei mani da ben tre Silvia: Silvia Bernardi, Silvia Salmeri e Silvia Santachiara. Proprio con loro entriamo nel cuore del libro e scopriamo un po’ di più della nostra bella Italia.

“Destinazione Umana” non è un libro qualunque, non vuole esserlo – credo. E’ una guida, turistica e personale. Nelle storie raccolte nel volume, è forte il richiamo della natura. Chi vuole ricercare se stesso lo fa o aprendo un B&B nel verde o in campagna o con vista mare, oppure lo fa tornando alle origini, ritrovando le proprie radici nella case dei nonni come hanno fatto Antonella, Delio e Carmen in quel di Maiori (Salerno).  Ovviamente, solo per citarne alcuni. Ma c’è anche chi parte da zero. Però quasi per tutti, il comune denominatore è la natura. Secondo voi per quale motivo?
RISPONDE SILVIA SALMERI
La natura è il luogo dove ritroviamo noi stessi per eccellenza: è il luogo delle radici, del nostro respiro, della luce, del camminare a piedi scalzi sull’erba o del fare l’amore in mezzo ai filari di una vigna, sotto al sole. Sono cose assurde quelle dico o sono piuttosto innaturali gli stili di vita a cui ci siamo obbligati? Chiusi nelle solite quattro mura grigie, a lavorare davanti a luci artigianali di pc e dimenticandoci che in fondo siamo tutti animali selvaggi. Non mi stupisce, quindi, che chi abbia il coraggio di affrontare un percorso di cambiamento, riparta dalla propria natura selvaggia. Interiormente e di conseguenza esteriormente.

Insieme con la natura, l’altra grande protagonista delle storie vere raccontate dalle tre Silvia, è l’Accoglienza: in molti decidono di darsi agli altri. E’ strano. In un mondo in cui si è tanto presi da sé, è vitale dedicare tempo, attività, spazio al prossimo. Destinazione Umana è anche un interessante trattato sociologico?
RISPONDE SILVIA BERNARDI
Destinazione Umana è esattamente questo, è cambiare il  paradigma non solo del concetto di viaggio a cui siamo classicamente abituati, ma proprio del focus della nostra attenzione: da cosa al chi, dal luogo all’essere umano, dall’individuale al collettivo. Citando un passaggio della Guida di Viaggio, in uno dei contenuti extra che corredano il testo, al termine delle interviste si dice che “Accoglienza significa riconoscersi e riconoscere spazio e dignità all’altro accettando reciprocamente le differenze per un percorso che si fa insieme“. Le storie delle nostre Destinazioni Umane sono una vera e propria celebrazione di questo concetto di accoglienza che credo sia soprattutto una scelta di vita: non serve occuparsi di turismo per “accogliere” in questo modo, è una disposizione d’animo interiore, un modo di essere.
(il passaggio citato è a pag. 306 nel contenuto extra VOGLIO ACCOGLIERE)

“Mollo tutto e cambio vita”. Per qualcuno è stato davvero così. Chi stava vivendo una vita che non sentiva autentica, ha davvero lasciato tutto (lavoro, stipendio, città). Qualcuno, invece, continua quella di sempre ma affiancandone un’altra, quella più vera. Con queste storie, è come se Destinazione Umana volesse dare una boccata d’aria a chi legge. Mi sbaglio?
RISPONDE SILVIA SANTACHIARA
Si, queste storie sono la dimostrazione che rompere il muro delle proprie resistenze, quelle che ci frenano dal realizzare la vita che desideriamo, è possibile. Esistono alternative alla “scrivania-stipendio fisso-città” ma spesso pensiamo non sia possibile girare il timone, ci sentiamo bloccati da quella voce che grida “fermati!” ogni volta che cerchiamo di ribaltare tutto, le nostre certezze, la nostra quotidianità. Ci raccontiamo che non possiamo, veniamo assaliti dalla paura di sbagliare, di non poter più tornare indietro, da dubbi paralizzanti e rimaniamo fermi in un limbo. Tutte queste destinazioni umane raccontano come invece sia possibile, in modo più o meno drastico, ascoltarsi e rompere quella che io chiamo “la gabbia invisibile”. Non importa mollare tutto e trasferirsi dall’altra parte del mondo. A volte bastano piccoli cambiamenti, per cambiare tutto.

Mi fa un gran piacere trovare tra le varie “destinazioni umane”, location nelle Marche. Sono la mia regione, ne vado fiera, soprattutto perché da noi si vive bene, dalla costa ai monti nel giro di pochi chilometri. E voi, curatrici  del volume e grandi viaggiatrici, avete un luogo, una regione, un posticino che vi è rimasto nel cuore?
SILVIA SALMERI
Le mie radici sono in Sicilia da cui ho ereditato la passione focosa e la veracità. Ma il mio cuore l’ha rubato un’altra isola: la Sardegna. Una regione completamente fuori dal tempo, dalle logiche, dalla frenesie. Così attraente e allo stesso tempo così ostica…ci provo, ma non riesco proprio a resisterle!

SILVIA BERNARDI
Il mio luogo del cuore sono i prati e le cime dell’Alpe di Siusi, in Alto Adige. Ho trascorso lì le estati della mia infanzia immersa nella mia fantasia, estati e inverni della mia adolescenza (meno fantasia, molta più turbolenza), ci sono tornata innamorata per un week end d’autunno (un fuori stagione indimenticabile), ci sono tornata anche con il mio bambino. Mi sembra di vibrare delle stesse note di cui vibrano quelle montagne.

SILVIA SANTACHIARA
Un posto che mi è rimasto nel cuore è Ischia, dove sono stata da ragazzina insieme ai miei nonni e ad un gruppo di loro amici. Ricordo ancora il lungo viaggio in pullman cantando canzoni napoletane, le gite in barca con il vento in faccia, il senso di libertà, i piccoli borghi, i colori, il calore della gente del posto.

destinazione umana autrici

Le tre autrici di Destinazione Umana


Per concludere, mi aspetto una risposta a testa da voi tre Silvia: ad oggi, qual è la tua #destinazioneumana?
SILVIA SALMERI
Ho avuto da poco il piacere di conoscere di persona Stefano e Misha di Alla Olla Biofattoria http://www.destinazioneumana.it/chi-mi-accoglie/allaolla/ , di alloggiare da loro e di andare per la prima volta a Pordenone. E’ stato un viaggio breve (fatto, tra l’altro, proprio in occasione di una presentazione del libro!) ma che mi ha davvero dato grande pace dopo un periodo particolarmente stressante. Una casa in legno immersa nella campagna friulana, due host così accoglienti e allo stesso tempo così discreti, una regione per me (e credo per tanti altri) ancora sconosciuta e così wild non possono che essere la mia #destinazioneumana del momento!

SILVIA BERNARDI
Ancora non ci sono stata personalmente, ma io penso che la mia #destinazioneumana del momento sia Raffaella Saba a Palermo nel suo B&B Piccola Sicilia http://www.destinazioneumana.it/chi-mi-accoglie/piccola-sicilia-pa/ . Forse perchè ci stiamo sentendo spesso per organizzare una presentazione della guida, forse perchè quando parliamo al telefono mi sembra di parlare con un’amica, forse perchè abbiamo entrambe due figli pestiferi che spesso fanno da sottofondo alle nostre chiamate, e anche perchè secondo me Raffaella racchiude l’essenza delle due regioni citate poco sopra dalla mia collega e coautrice Silvia Salmeri: vive e lavora in Sicilia, terra dalla magica luce e accoglienza, ma è una sarda tutta di un pezzo, determinata, un fuoco solido. Insomma, tutto questo per dirvi che non conosco Palermo, non conosco la Sicilia, non conosco di persona Raffaellla: ma lei è già la mia Destinazione Umana .. ed è esattamente questo che succede quando vuoi partire per un viaggio dove non conta il “dove” ma il “chi”!

SILVIA SANTACHIARA
Casa Cappuccini/Casa con orto http://www.destinazioneumana.it/chi-mi-accoglie/casa-cappuccini/ a Belmonte Calabro, in provincia di Cosenza, probabilmente per la mia passione per la creatività. È una casa vacanze all’interno di un ex convento trasformata in un palcoscenico dove Paola (attrice) e Stefano (organizzatore di eventi teatrali) sperimentano continuamente nuove forme di interazione tra enogastronomia, arte, musica e legame con la terra. Può capitare quindi di ritrovarsi a ballare nell’orto a piedi scalzi, a impastare cavatelli sotto la luce della luna mentre un dj suona su un trattore o cenare serviti a tavola da badesse e frati incappucciati.

 E qual è, invece,  la vostra #destinazioneumana?
Aspetto i vostri commenti, buona lettura!