Volere è potere. Ora vi spiego il mio perché.
Durante un viaggio in Egitto ho letto un libro, in realtà  ne ho letti due, ma questo ha un sapore particolare.

L’autrice è una delle scrittrici che preferisco. La copertina aveva tutte le carte in regola per catturare la mia attenzione. E così è stato, da subito. Solo che, una volta iniziata la lettura del libro è scattato qualcosa, o meglio non è scattata la solita scintilla alla quale sono abituata da anni, da quando leggo i suoi romanzi.
Devo dire che sul finale, però, il libro ha ripreso la giusta rotta, ma per arrivarci ho dovuto faticare.
Tornata in Italia ho espresso il desiderio tra me e me (e anche con voi, in qualche post fa) di parlare direttamente con l’autrice  e capirci qualcosa.
L’ho contattata e lei, con generosità, affetto e gentilezza, ha risposto alle mie domande.

Alessandra Appiano

Alessandra Appiano

Lei è Alessandra Appiano, scrittrice di numerosi romanzi di successo, giornalista, autrice tv e nota al grande pubblico femminile per la sua rubrica “Amiche di Salvataggio” per  il settimanale Donna Moderna.
Il libro piacevolmente “incriminato” è il suo ultimo romanzo: “Solo un uomo” (Garzanti Editore).

Nella mia mail ho confidato ad Alessandra le mie osservazioni in merito al libro e al rapporto strano che si era creato tra me e “Solo un uomo”. Originale l’intreccio dell’amicizia tra Camilla e Alice, ma per me era come se non riconoscessi il suo modo di raccontare gli stati d’animo di noi donne, quel modo che mi è sempre arrivato dritto al cuore aiutandomi a capire e a riflettere.  Una volta terminato il libro e riavvolto il nastro della storia, ho ritrovato l’autrice che stimavo e che stimo ancora adesso. Grazie a questo “amore e odio” per  “Solo un uomo” ho capito una cosa molto importante: la lettrice è cresciuta. Sì, sono maturata e questa nuova prospettiva presenta un’immagine diversa del mondo femminile. Un buon libro fa anche questo: illumina.
Ma queste sono solo alcune mie personalissime considerazioni che, comunque,  Alessandra Appiano ha gradito: “per uno scrittore è importante sapere che cosa arriva al cuore del lettore”.
E da qui è iniziata la nostra chiacchierata.

Come nasce questo carismatico personaggio? E l’idea della trama?
“ Camilla è una donna risolta, che apparentemente ha avuto tutto dalla vita e a un certo punto prova un senso di saturazione, come se questa rappresentazione di sé l’avesse stancata. Inoltre sta per compiere cinquant’anni, un’ età difficile per un’eterna ragazza che è sempre stata al centro della scena. Con la sua sparizione reale vuole sparire simbolicamente, ma siccome è una fanciulla tosta, come quelle che ho sempre amato raccontare nei miei romanzi, stupirà tutti con i suoi effetti speciali (e finali). In primis la sua amica Alice, che si mette sulle tracce di Camilla parlando con tutti gli uomini che l’hanno amata. L’ idea della trama è quella di un’ indagine sentimentale tout court, dove ho aggiunto alcune caratteriste del giallo vero e proprio, con un mistero da risolvere, coinvolgendo il lettore nelle scelte di Camilla e nel percorso di Alice.”

APPIANO Solo un uomo“Solo un uomo” è un titolo con tante sfaccettature. E’ capace di sottolineare l’importanza di un uomo, come  l’unico, oppure di sminuirla.
“ Sì, il titolo si può intendere in senso romantico: solo un uomo per la vita o esiste solo un uomo che conti veramente.  Oppure in senso ironico: vabbe’ è solo un uomo, che pretendere da lui…e che sarà mai vivere senza di lui?”. In un certo senso sintetizza il carattere di Camilla, che è al tempo stesso romantica, vulnerabile, coraggiosa e indipendente. Gli uomini sono stati molto importanti nella sua vita (e gli incontri che farà Alice con i suoi ex sono tutti sorprendenti al positivo, mi sono stancata di un certo tipo di narrativa femminile che rende ogni maschio una macchietta) ma Camilla ha sempre messo se stessa al centro dei suoi progetti, dei suoi sogni e anche delle sue responsabilità. E’ una donna che crede in se stessa, nella sua capacità di rilanciare e reinventarsi.”

Grazie alla tua rubrica “Amiche di Salvataggio” che possiamo seguire sul noto settimanale Donna Moderna, quante donne hai sostenuto, hai aiutato non solo psicologicamente ma anche nella vita pratica? Per esempio mettendo in contatto amiche in cerca di lavoro con altre in cerca di personale, facendo superare per qualcuna lo scoglio della timidezza e vincere la solitudine. In quante storie che hai “incontrato” la responsabilità del bene o del male è  “solo un uomo”?
“ Purtroppo ci sono tantissime ragazze che sono state segnate dall’ incontro con l’uomo sbagliato. Senza arrivare a casi di violenza, il cancro di questi tempi. Ci sono donne che non riescono a riprendersi, dopo che l’uomo della loro vita, il padre dei loro figli, le ha lasciate, tradite, deluse. Per questo ho sempre considerato (e me lo hanno detto spesso le lettrici) i miei romanzi terapeutici, perché parlano di donne che sanno trasformare la crisi in una risorsa, un abbandono in una rinascita. E comunque la solidarietà femminile è la migliore arma per riprendersi da una storia sbagliata.”

Il ruolo delle donne sta cambiando, pian piano, nella nostra società. Secondo te in che modo?
“ Per fortuna dopo anni volgari, in cui la libertà della donna pareva soprattutto quella di spogliarsi, vendersi ed esibirsi, sono arrivati anni più sobri. Ho grande speranza nel nuovo governo di Renzi, e delle donne di cui si circonda. Mi piacciono la Pinotti, la Serracchiani, la Boschi. Se penso che abbiamo avuto in politica pure la Minetti, non posso che brindare a questo nuovo corso. E avere fiducia.”

A. AppianoAnche la coppia sta subendo delle trasformazioni, soprattutto dal punto di vista legale. Cosa ne pensi del “divorzio breve”?
“Penso che sia una cosa positiva, basta che non diventi un incentivo a sposarsi tanto per farlo, tanto per giocare a “marito e moglie”.  In generale, bisognerebbe sempre prendersi le proprie responsabilità. E il matrimonio è uno dei passi più importanti e decisivi della propria vita. Meglio esserne convinti al mille per mille…poi per carità uno sbaglio ci può sempre stare, la vita è così complicata e imprevedibile … “

Cosa farà da grande Alessandra Appiano?
“ E’ appena mancato Giorgio Faletti, a cui volevo molto bene. E che stimavo ancora di più. Come scrittore, come musicista e come ideatore di imperdibili maschere comiche (Vito Catozzo è un personaggio grandioso). Lui diceva di sé: “ho sempre sostituito la paura di non farcela più con la speranza di farcela”. Era astigiano come me e mi ritrovo in questo vitalissimo miscuglio, tutto piemontese, di pessimismo e di forza del carattere. Le persone che mantengono la volontà di rilanciare, anche dopo mille delusioni,  diventano grandi (se lo diventano) molto tardi. Infatti Giorgio aveva gli occhi di un bambino, lo stesso candore, lo stesso stupore, la stessa impertinenza. Comunque spero di non diventare cinica, mai. E preferisco le persone buone. I cattivi hanno meno talento nella vita, e meno fantasia. “