Gaia Giordani ph Nicola Righetti

Foto di Nicola Righetti

Leggo da anni il mensile Cosmopolitan e , da curiosa quale sono, mi piace sbirciare dietro una realtà così bella e interessante come la redazione di un giornale autorevole. Cosmopolita lo è, a tutti gli effetti. E poi è storico amico di noi donne. Curiosando qua e là cosa scopro? Una scrittrice in redazione: Gaia Giordani.  Da pochissime settimane in libreria con il suo primo libro dal titolo a dir poco illuminante: Sei proprio una scema. Un giallo in rosa con un tocco di noir.
Come non intervistare questa vera Cosmogirl?
Cara Gaia,
innanzitutto parlami di te. So già che abbiamo alcune cose in comune: sei una mia coetanea, della mitica classe 1981. Come me frequenti da anni il mondo della comunicazione e hai una passione sfrenata per il blog. Sei veronese di nascita, vivi a Torino ma lavori a Milano nella redazione di “Cosmopolitan”.
Ma qual è la tua giornata tipo?
“Dipende dalla giornata, io lavoro molto da casa: coordino il sito di Cosmopolitan, quindi passo molte ore davanti al computer. Se vado in redazione salto su Italo, in mezz’oretta sono a Milano e mi sparo una sfilza di riunioni. Se sto a casa, scendo dal letto e sono subito “in ufficio”: mi faccio una tazza enorme di caffè, rispondo a decine di mail, telefonate, chat dei colleghi. E scrivo qualche pezzo sul sito, del tipo 10 consigli per trovare il principe azzurro o come copiare lo stile di Katy Perry.”
Cosa significa districarsi nel complicato quanto affascinante mondo del web 2.0?
“Per me, che ho fatto della rete un mestiere, significa poter decidere come gestire la mia presenza in rete, sapere quali contenuti funzionano e come ottimizzarli perché siano fruiti al meglio, come tessere relazioni sfruttando al massimo lo strumento, come dare visibilità alle cose che mi riguardano o che mi interessano, senza farmi odiare dagli amici o bombardare i miei follower. Per me significa soprattutto guadagnarmi da vivere.”
Veniamo al libro, un importante traguardo personale e professionale. “Sei proprio una scema” (edizioni Baldini&Castoldi). Già dal titolo e dalla copertina viene voglia di leggerlo. Noir al femminile, commedia degli equivoci… Cosa racconta?
“È la storia di una ragazza sui 30 anni (ma potrebbe averne anche una ventina o quaranta) che vive in una grande città, in un appartamento minuscolo che è costretta a condividere perché non riesce a pagare l’affitto. Ha un lavoretto precario, part- time e sottopagato. Cerca di laurearsi da anni senza mai farcela. La sua vita insomma è un bel casino, ma non molto diversa da quella di molte ragazze d’oggi. È innamorata pazza di un uomo che non la ama, con cui esce da circa 3 anni. Lui è bello, ricco, affascinante, insomma è irresistibile. Quando lei si decide ad affrontarlo di petto e pretendere una relazione degna di questo nome, lo trova morto, riverso in una pozza di sangue, nel vialetto di casa sua… Questo è solo l’inizio.”
Sei proprio una scema cover libroDa dove nasce l’idea del libro?
“È una storia che avevo nel cuore da tempo: nella vita tutte prima o poi abbiamo incontrato qualche stronzo,  ci siamo innamorate perdutamente di un uomo che ci ha fatte soffrire o che non ci amava. Moltissime ragazze che conosco sono state intrappolate per anni in relazioni che non andavano da nessuna parte. Con questo romanzo ho voluto in un certo senso vendicare, con una risata, tutte noi che abbiamo “amato a vanvera”.”
Nel tuo libro si racconta, in un certo senso, la precarietà delle relazioni. Secondo te, i social e la possibilità di interagire online, la velocità dei rapporti con gli altri all’insegna di un click, che ruolo giocano nella gestione delle relazioni interpersonali?
“Senza i social probabilmente vivremmo tutti molto più isolati e perderemmo di vista moltissime persone. Io sono felice di vivere nell’epoca dei social: sono uno strumento potentissimo per soddisfare il nostro bisogno di condividere la nostra vita con gli altri e per amplificare in una dimensione “virtuale” il rapporto che abbiamo con le persone nel mondo “reale”. Nel romanzo i social ci sono molto poco, perché la protagonista vive in una bolla di isolamento egomaniaco: lei vorrebbe usare Facebook per sbirciare nella vita di lui, da vera stalker. Io, comunque, non glielo lascio fare!”
Quanto tempo hai impiegato per scrivere il libro ma soprattutto, dove hai trovato il tempo?!
“Nei ringraziamenti spiego di averlo scritto in 3 giorni, durante le vacanze di Natale di due anni fa. In realtà questo è stato il tempo della prima stesura, con la bravissima editor Antonella Fassi di Baldini&Castoldi (casa editrice del libro- ndr)l’abbiamo sistemato, limato e quasi raddoppiato rispetto alla versione iniziale, aggiungendo alcuni passaggi secondo me molto divertenti e altri funzionali alla narrazione. Ammetto che la versione iniziale era più ermetica di Donnie Darko.”
Qual è il libro della tua vita che leggendolo ti è rimasto nel cuore?
“Ho amato molto tutti i libri che ti portano in una dimensione surreale: “Stranalandia” di Benni, “Bestiario” di Cortazar. Amo molto le atmosfere di Ballard. Se dovessi salvare un libro su tutti è “La storia infinita” di Ende, perché è un metalibro ed è il primo vero libro che mi è stato regalato da piccola, se escludiamo gli album da colorare.”
Cosa farà da grande Gaia Giordani?
“Chi lo sa. Sicuramente continuerò a scrivere di tutto come sto facendo adesso, dai romanzi ai manuali d’istruzioni per i frigoriferi (è un’eredità di quando facevo il copywriter), dalle rubriche (per anni ne ho avuta una su E Polis che si chiamava Milanesitudine, in cui raccontavo Milano vista da una non milanese) ai post su temi di comunicazione (http://8ttavia.com/blog/) che mi appassionano moltissimo e sono una parte importante del mio lavoro come consulente. La scrittura è sempre stata la mia fonte principale di guadagno: lo considero un grande traguardo e ho intenzione di continuare così. Diventare milionaria (non so bene come) e trasferirmi ai Caraibi è il mio piano B!”

Speriamo che ci porti con lei, intanto leggiamo volentieri il suo libro magari sotto il nostro solito ombrellone e seguiamola su Cosmopolitan.