E’ meraviglioso quando un libro ti stupisce.

Una Cenerentola a Manhattan

Ok, lo ammetto: all’inizio ero scettica, e neanche poco. Ho comprato il libro “Una Cenerentola a Manhattan” di Felicia Kingsley (Newton Compton Editori) una Domenica pomeriggio, per caso, in una libreria di un centro commerciale. Ero andata lì insieme al mio compagno, mia figlia e degli amici con l’intento di acquistare tutt’altro libro. Poi, Andrea mi dice:-“Guarda che secondo me questo potrebbe piacerti, tu ami New York!”.

C’era tanta gente e molta confusione quel pomeriggio perché di lì a poco, nello spazio adibito agli eventi proprio di fronte alla libreria,  sarebbe iniziato uno spettacolo con un personaggio televisivo abbastanza noto.
Mi son detta:- “Dai, lo prendo, perché no?” Però non mi andava di sfilarmi lo zainetto per prendere il portafogli. “Quanto ho nella tasca davanti?” -mi sono chiesta. Tengo sempre, per fortuna o per pigrizia qualche spicciolo sparso nella taschina anteriore dello zainetto. C’erano 10€, giusti giusti per comprare “Una Cenerentola a Manhattan”. Preso!

Non ho iniziato subito a leggerlo ma dopo qualche settimana dall’acquisto.
Nel corso della lettura, devo essere sincera, sono stata più volte tentata di mollare. “Non fa per me” mi dicevo, “troppo favola, troppo surreale”. Ad un certo punto poi la svolta erotica che non ti aspetti. All’inizio pareva quasi disturbarmi mentre iniziavo ad affezionarmi alla storia di Riley.  E invece…il libro piano piano prende, cattura l’attenzione. La storia vede protagonista si, una Cenerentola rivisitata alla Sex and the City, ma fatto con una intelligenza bella e nuova. Felicia Kingsley  ci mette tutto: l’idea e la trama bene articolata che intreccia i personaggi e le loro diverse realtà, le location (ha ragione Andrea, io amo New York, e chi non la ama?) descritte talmente bene che ti sembra di stare davvero lì mentre leggi, i personaggi giusti, ciascuno ben distinto con la propria personalità. Non mancano fatti brutali ma purtroppo più frequenti di quanto possiamo immaginare come i tentativi di violenza e il dolore di un lutto. Poi c’è l’amore ma mai mieloso, c’è quel Jesse che vorresti quasi conoscere di persona, c’è l’affetto paterno come quello di Karl e Deva verso Riley. Ci sono anche le stronze di turno, e mi complimento con l’autrice per come è riuscita a rendere odiosa quella stronzissima di Mathilda!

C’è il lieto fine. In fin dei conti stiamo sempre pur parlando di quella “granculo di Cenerentola” (grande citazione cinematografica epica, storica!), anche se in realtà Riley, la protagonista del libro, si è dovuta conquistare tutto e da sola. Quella di Felicia K. è una Cenerentola tosta, un esempio buono di meritocrazia, forza e carattere al femminile. Una Cenerentola con le palle, una ragazza semplice che ha perso tanto nella vita ma mai la sua integrità. Alla fine le vuoi bene e la sua ritrovata ricchezza non ti fa dire “ecco, questo succede solo nelle favole” ma piuttosto “brava Riley, te lo meriti e tutto quello che adesso hai, ti spetta. Giustizia è fatta!”.

Alla fine lo ammetto, questo libro mi è piaciuto davvero tanto.

Seguo Felicia Kingsley su Instagram, nella vita fa tutt’altro che la scrittrice. Ecco, anche questo aspetto mi incuriosisce molto. Deve avere una gran bella testa per poter creare testi così lontani dalla sua quotidianità. È un dono.
Brava Felicia!

Una Cenerentola a Manhattan

ps. L’ho finito poco fa, il post l’ho scritto di getto. E’ notte!