Voglia d’estate, voglia di relax.
Con l’arrivo delle ferie estive cambiano i nostri ritmi e le nostre abitudini. La frenesia dell’inverno ci costringe a rimandare anche le cose più piacevoli come passeggiare e leggere un bel libro.

Con le proposte della Casa Editrice Giraldi, quella appena iniziata è proprio un’estate da leggere!
Nel mio blog vi suggerisco ben cinque libri al femminile con altrettante storie diverse che sapranno catturare la vostra attenzione sotto l’ombrellone.

La casa dell’Aviatore di Katia Dal Monte. Per gli emiliani o per chi ama e frequenta Imola i dintorni questo è il libro che fa per voi:

La casa dell’aviatore di Katia Dal Monte

Villa Muggia, a Imola, fu progettata all’inizio degli anni Trenta dall’architetto milanese Piero Bottoni e fu per breve periodo presidio dell’esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale prima di essere bombardata in modo irreparabile nel 1944. Ispirandosi alle vicende storiche della casa, alla sua costruzione e al suo abbandono nasce questo romanzo breve, in un rimando continuo fra vissuto e ricordo.
La ricca famiglia ebrea protagonista della storia, il padre, la madre Anna, i figli Giulio e Margaret, trascorre l’estate del 1938 nella villa in collina, appena ristrutturata.
Le leggi razziali impediranno alla famiglia di ritornare alla villa, saranno costretti a nascondersi e la casa, durante la guerra, verrà abbandonata a sé stessa e poi occupata da soldati tedeschi.
Dopo alcuni anni, da uno scambio di lettere fra l’architetto che aveva progettato la casa, i figli e il padre veniamo a conoscenza della vita dei personaggi e della volontà di non procedere al restauro della casa che rappresenta di fatto, pur nella sua grande bellezza, un periodo di dolore. Sarà la nipote di Miriam, figlia di Margaret, molti anni dopo, che con un gesto semplice e simbolico metterà finalmente pace fra le mura scrostate.

Ombre Oscure di Marzia Di Sessa, giornalista e ufficio stampa della stessa casa editrice.  Per gli amanti del genere fantasy, il suo libro può creare dipendenza, è destinato ad essere una trilogia!

Ombre oscure – L’inganno del cuore di Marzia Di Sessa

Si parte con “L’inganno del cuore”:

Kayla è una giovane ragazza, costretta a rimettere insieme i cocci del suo cuore, dopo la rottura con il fidanzato storico. Il solo avuto fino ad ora.
I genitori preoccupati decidono di spedire la ragazza dalla nonna materna sperando che si riprenda. Kayla si trova così costretta a vivere in un paesino che conta appena 1000 abitanti e che nasconde grandi segreti dei quali lei è completamente ignara ma dei quali lei fa parte.
L’incontro con Elijah, ragazzo carismatico ma scontroso, farà conoscere alla ragazza la verità dei fatti: Kayla è stata condannata dalla sua stessa nonna a un’esistenza dedicata al mondo dell’occulto. Un grande peso graverà sulle sue spalle e in lei verranno riposte grandi aspettative. Ma Kayla è anche determinata a finire gli studi e condurre una vita che sia il più normale possibile. La nonna, però, ha già legato la vita della nipote a un demone e a un angelo bianco.


Mi chiedo scusa di Cecilia Cuoghi, giovane modenese al suo esordio letterario. Un libro forte da maneggiare con cura.

Mi chiedo scusa di Cecilia Cuoghi

Non bussa, la depressione. Arriva e basta, svelandosi solo quando ormai ha invaso tutto lo spazio a disposizione. Parla una lingua cruda e schietta, senza metafore né perbenismi. È la lingua della disillusione, della paura, della perdita della speranza. Dell’allucinazione, della fame, del dolore assoluto e totalizzante. È stata questa, per un lungo periodo, la lingua della protagonista. A tratti arrabbiata, a tratti violenta.
Nel libro, però, c’è anche molto altro. C’è una luce che si ostina a rimanere accesa sempre, e che a tratti fende il buio con potenza letteraria. C’è una donna che si mette a nudo senza falsi pudori, costringendo il lettore a confrontarsi con se stesso e la propria intimità. C’è arguzia, c’è onestà, c’è intelligenza.
C’è un’anima che ha saputo proteggersi e resistere, viva e pura. Ha aspettato che la sofferenza si spegnesse, che il peso si alleviasse; si è rialzata e, oggi, combatte ogni giorno la sua sfida con la realtà, ma ad armi pari.

Mi chiedo scusa è un libro prezioso, perché per qualche verso è universale. È il racconto di una lotta silenziosa durata anni tra gli opposti che convivono in ciascuno di noi, e di come la protagonista sia riuscita a sconfiggere i suoi demoni e a riconquistare se stessa.

Sangue di Giuda di Milvia Comastri, penna interessante e matura che si cimenta per la prima volta con un romanzo in cui racconta la solitudine dei rapporti familiari tra donne.

Sangue di Giuda di Milvia Comastri

Tre generazioni, quattro donne legate da legami famigliari, ma isolate una dall’altra, anche se vivono nella stessa casa. Segreti inconfessabili e rancori hanno creato muri che pare impossibile abbattere.
Forse sarà la fuga da casa della quattordicenne Mira che riuscirà a far crollare queste barriere. Forse, dopo tanti anni, sulle macerie di quei muri si potrà costruire un nuovo edificio.

Sangue di Giuda, perché mi sono messa a pensare a tutto questo? Sangue di Giuda… E’ da lui che ho imparato a dire così. Mi diceva: Sangue di Giuda, non ho mai avuto una donna come te… Mi diceva: Celeste io con te impazzisco, sangue di Giuda. E come non sono riuscita a liberarmi di nessuna cosa che mi porti a lui, anche questo modo di dire, mi è rimasto dentro”.

I quadri raccontano di Maria Adelina Ricciardelli e Anna Andreoni, che vi presento con la prefazione di Camilla Ghedini. In libreria da pochissimi giorni, è un libro arricchente, fa del bene al nostro sapere.

I quadri raccontano di Adelina Ricciardelli e Anna Andreoni

“La passione per la pittura mi accompagna sin dalla nascita e pur comprando tele e colori non riuscirò mai a diventare una artista.  Così durante gli anni dell’Università raccolgo stampe di vari pittori, in seguito visito musei e poi scopro che anche su Facebook si possono ammirare quadri e dipinti. Comincio a postarli e condividerli con gli amici, quando all’improvviso spunta la amica Anna, sì proprio quella conosciuta nella casa delle studentesse dell’Azienda Universitaria di Ferrara. Da un semplice like, Anna comincia a commentare i dipinti fino a stilare lunghi racconti che mi ispirano un’idea: raccogliere dipinti postati e racconti in un libretto da proporre a chi come noi ama ascoltare le parole che la magia delle opere riesce a trasmettere. Ogni tocco di colore evoca un’emozione che attraverso il racconto fissa pensieri e sensazioni in un unico scorcio di vita, vissuta o immaginata, non importa, comunque potente e profonda, senza segreti e senza pudore.
Perché come dice Federico García Lorca: Così come non mi sono preoccupato di nascere, non mi preoccupo di morire.”

Buona lettura!!